Contro il soprappeso: una corretta alimentazione e con un po’ di moto giornaliero.

Cultura - Attualità



Gli italiani fanno poco movimento (il 41 per cento della popolazione non pratica alcun tipo di sport) e consumano troppi alimenti: calorie e grasso, zucchero e sale in abbondano sulle nostre tavole. La conseguenza principale è un aumento continuo e sensibile del soprappeso. Lo ha recentemente ricordato anche il Ministro della Salute Francesco Storace, convinto che la lotta all’obesità deve coinvolgere tutti, dal singolo cittadino alle istituzioni, dalle scuole ai Comuni, con campagne informative per farci acquisire piena consapevolezza dei rischi per la salute legati a tale problema.


In occasione della presentazione della Piattaforma europea sull’alimentazione, l’attività fisica e la salute (un vero e proprio piano d’azione per combattere il problema del sovrappeso in Europa) Storace ha lanciato un decalogo anti-obesità. Si tratta di una panoramica sui possibili interventi e sui consigli pratici riguardanti gli alimenti da consumare e l’attività fisica che sarebbe bene svolgere per garantirsi un tenore di vita sano ed equilibrato.


Fra i punti salienti del progetto a cui il Ministro sta lavorando, supportato dalla preziosa consulenza della SIO (Società Italiana dell’Obesità), l’abolizione delle merendine dai distributori delle scuole e la loro sostituzione con sacchetti di carote mignon, confezioni di macedonia o fette di mela già lavate e pronte per essere consumate durante l’intervallo (a settembre tale provvedimento sarà attuato in cento scuole tra Milano, Cremona e Brescia).


D’altronde i dati che circolano riguardanti il tasso di mortalità fra chi è obeso o in soprappeso sono a dir poco allarmanti: 390 persone ogni 100 mila decedono ogni anno per questi problemi, senza dimenticare che all’obesità sono legati altri disturbi gravi quali ipertensione, tumori, diabete.


Fra gli altri interventi possibili ipotizzati da Storace rientra la possibilità di scegliere una dieta più sana da introdurre nelle mense scolastiche o in quelle aziendali. Insomma campagne informative volte a sensibilizzare gli italiani ed interventi che coinvolgano istituzioni, medici e famiglie. A partire dall’infanzia, con la promozione dell’allattamento al seno, dato che i neonati nutriti con latte artificiale hanno una maggiore propensione all’obesità.


Un’azione tutta basata sulla prevenzione, così come la campagna 10.000 passi per vivere bene, appena lanciata dalla Società Italiana dell’Obesità. Già, perché un’attività fisica regolare è la base per garantire la salute a corpo e mente. E non è necessario fare grossi sforzi o andare in palestra: per stare bene bastano 10.000 passi al giorno.


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