Cromosoma y in estinzione: maschio addio?

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L’allarme era già stato lanciato nel 1999 dal Mit di Boston ed è stato recentemente ribadito in un articolo della rivista New Scientist: il 15 per cento dei casi di infertilità maschile è da far risalire ad un difetto del Dna. Il cromosoma Y, responsabile della fertilità e delle caratteristiche maschili nell’uomo, va infatti incontro ad un’estinzione lenta ma inesorabile, a meno che nel frattempo la natura non trovi un’altra soluzione.




Tutte le cellule del corpo umano hanno 22 coppie di cromosomi uguali fra loro ed una invece formata da un cromosoma X e uno Y negli uomini e da due X nelle donne. Il cromosoma Y è il più piccolo di tutto il nostro corredo genetico, ma per la metà del genere umano è anche il più significativo. È a lui, infatti, che spetta la responsabilità di determinare il sesso maschile dell’embrione. Discendente da una coppia di cromosomi identici, l’Y ha iniziato a differenziarsi dal cromosoma X circa 300 milioni di anni fa, durante i quali ha accumulato moltissime mutazioni, acquisendo sequenze di Dna relativamente nuove. Ma l’isolamento genetico a cui è sempre stato sottoposto, ha fatto in modo che nel discendere da padre in figlio, si assottigliasse sempre più. Effettivamente il 95 per cento del cromosoma Y non opera alcuno scambio di Dna con il cromosoma X. E in tale 95 per cento è inclusa la regione contenente il gene che specifica la mascolinità. Da quando si è isolato da X (che continua a scambiare Dna con il suo gemello nelle cellule femminili) il cromosoma Y è degenerato, accumulando mutazioni e perdendo parte del proprio patrimonio genetico. Se quando apparve conteneva infatti 4.000 geni, oggi questi si sono ridotti a 50, mentre le affinità con i cromosomi X corrispondono al 5 per cento.



Uno dei geni principali del cromosoma Y è SRY, che fin dai primi giorni di vita dell’embrione è responsabile della formazione dei testicoli e di ogni altro carattere maschile. Se il processo di estinzione del cromosoma Y avverrà in alcuni milioni di anni, il primo gene a scomparire sarà proprio SRY. In tal caso Y continuerebbe a sopravvivere, ma incapace di creare individui maschi fertili.




Ma forse, per allora, l’evoluzione o la scienza avranno sviluppato un’alternativa per la mancanza del gene maschile. In natura esiste un animale, la talpa, che negli ultimi quindici milioni di anni ha perso il gene SRY, ma che, nonostante ciò, continua a riprodursi grazie ad un gene equivalente, che si è inserito in un cromosoma non sessuale. È quindi possibile che anche nell’uomo ci siano altri geni simili a SRY, idonei a sostituirlo nel caso Y si estingua.



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