Cucina: arriva il pesce doc

Cucina - Dieta



Quali sono i trucchi per scoprire se un pesce è
fresco
? Quanto c’è da fidarsi del pescivendolo che vi promette
sempre il pezzo migliore? Quante volte vi siete chieste: da dove verrà
questo pesce? D’ora in poi non sarà più necessario doversi
fidare esclusivamente della parola del commerciante. Sarà un’etichetta
a garantire la freschezza
e l’origine del pesce che avete acquistato.
E inoltre sulla medesima sarà anche riportato quale strumento è
stato utilizzato per catturare il pescato. Se in origine fu l’olio, seguito
dalla mozzarella e dal vino: ora tocca al pesce festeggiare il suo marchio
Doc
, ovvero Denominazione di origine controllata. Un diritto
per un alimento così completo e gustoso. E così niente più
favoritismi: per tutti stessa qualità, provenienza e prezzo.


In un periodo di mucca pazza, polli alla diossina e così
via, quella del pesce Doc è davvero una buona notizia per i consumatori.
Ci spiega Silvio Greco, biologo di Legapesca:
“Il Mediterraneo ha più 500 specie di pesci commerciabili,
70 di crostacei e 30 di seppie e seppioline varie contro le 30 dell’Atlantico.
Si tratta di valorizzare questo patrimonio composto, tra l’altro, quasi
esclusivamente da pesci dalla vita breve e quindi esenti dai problemi di
accumulo d’inquinanti
che caratterizzano ad esempio i mari del nord”.
Ed, infatti, quello del pesce alla diossina è un problema serio. Garantire
qualità e provenienza può essere decisamente utile per i consumatori.



Dice Silvano Focardi, preside della facoltà di
Scienze naturali di Siena: “I mari freddi del nord sono i più
contaminati
da diossine, pcb, e furani perché questi inquinanti,
che resistono al tempo e si accumulano nei grassi, a quelle latitudini tendono
a non evaporare”. Soddisfazione per la conquista del marchio Doc anche
da parte di Legambiente.
Ermete Realacci, aggiunge: “L’Italia ha spinto in direzione del recupero
della qualità delle acque
e ora comincia a trarne qualche vantaggio.
E soprattutto bisogna ricordarsi che la qualità del pesce dipende da
quella del mare”. Ma finché le etichette non spunteranno tra le
bancarelle continuiamo a tenere gli occhi bene aperti. Scoprire se un pesce
è fresco non è affatto facile. Ecco alcuni consigli.



La pelle deve apparire brillante e il muco deve
essere trasparente. L’occhio deve essere convesso, cornea trasparente
e pupilla nera. Se il pesce è stato catturato da poco la lisca
si deve spezzare. Infine, il pesce contiene proteine di alta qualità,
i grassi omega 3, che migliorano la funzionalità cardiovascolare,
grandi quantità di sali minerali ed è un alimento ad alta digeribilità.
E tu, consumi più carne o pesce? E ti fidi delle pescherie? Se hai qualche
opinione a proposito rispondi al nostro sondaggio di oggi, oppure scrivici nella
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