Cucina: metti uno struzzo a tavola

Cucina - Dieta



Via dalla mucca pazza. O dal pollo alla diossina. E anche dal maiale, che ormai non si capisce più se è sicuro anche lui o no. Considerata una delle “nuove ansie” del terzo millennio, l’attenzione all’alimentazione, e in particolare alla carne, sta sconvolgendo le nostre abitudini alimentari. C’è chi ha deciso di diventare vegetariano e chi, con un po’ più di buon senso, di abolire dalla tavola le carni sospette. Puntando su carni bianche o sul pesce. Ma c’è anche chi va ancora più in là, verso carni esotiche e alternative.

Dalla bistecca di bufalo al roastbeef di struzzo, dal salmì di bisonte al carpaccio di canguro, la moda delle carni alternative sta attecchendo anche da noi, complice anche la crisi della “mucca pazza”, ma non solo. Da un decennio circa, ad esempio, molti allevatori si sono dedicati allo struzzo, la cui carne rossa, dal sapore dolciastro, è molto apprezzata per le sue qualità nutrizionali, sia perché è ricca di proteine che per il basso contenuto di grassi e colesterolo. Tanto che il “business dello struzzo” è finito anche al cinema, grazie al bel film “Baci e abbracci” di Paolo Virzì. L’Istat

Secondo la Camera di Commercio di Milano, gli italiani stanno da tempo dirottando i loro consumi, oltre che su carni bianche, di maiale e di pecora, anche su struzzo, nandù, emù, bufalo e selvaggina, oltre che sul più tradizionale cavallo. Secondo una ricerca dell´ente milanese, in Italia sono ormai allevati 500.000 cavalli, 200.000 bufali e 50.000 struzzi. L’Istat, ad esempio, ha rilevato 1.400 allevamenti di struzzo nel nostro paese (una parte dei quali associata all’Avas, unica associazione in Italia per la valorizzazione della carne di struzzo) ed un consumo annuo di circa mille tonnellate, prevalentemente al nord.

Oltre allo struzzo, vanno forte anche il bisonte, la cui carne è assai simile a quella di manzo, mentre tra le ultime novità ci sono il canguro, che ha carni dal sapore forte che vanno servite preferibilmente crude al carpaccio, e la renna, adatta per spezzatini e stracotti. Certo, più di un animalista storcerà il naso di fronte a questa “moda”, che rischia davvero di allargarsi (si parla già di coccodrillo, serpente e balena) senza controllo. E tu, che ne pensi? Ritieni che le carni esotiche possano davvero essere un’alternativa valida a quelle tradizionali? Rispondi al nostro sondaggio in home page oppure scrivi un tuo parere in message board.


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