Cucina: tempo di tartufo.

Cucina - Dieta






Gioacchino Rossini lo ribattezzò Il Mozart dei funghi, Lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il suo profumo gli destasse la creatività, Alexandre Dumas lo definì il Sancta Sanctorum della tavola e il Conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività politiche lo utilizzò persino come mezzo diplomatico. Tanti, nella storia, sono stati i cultori del tartufo, il “principe della tavola”, ma quest’anno molti appassionati potrebbero rimanere a bocca asciutta. A causa della poca pioggia le previsioni parlano di una raccolta modesta. E di prezzi, di conseguenza, elevatissimi (tra i 150 e i 400 euro al chilo).



La storia di questo tubero prelibato ha origini lontane. Si hanno testimonianze della sua presenza nella dieta del popolo dei sumeri ed al tempo del patriarca Giacobbe intorno al 1700 a.C., e sia Greci che Romani lo utilizzavano nei loro piatti. Ma è nel secolo scorso, grazie all’opera Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba, che è diventato quel culto che è oggi. Nel 1949 Morra ebbe la brillante idea di regalare il miglior esemplare raccolto quell´anno all’attrice Rita Hayworth, da allora ogni anno vengono inviati preziosi tartufi a personaggi di rilievo internazionale.



Le varietà del tartufo sono un centinaio, ma le specie più note e pregiate sono due: il tartufo bianco di Alba (Tuber magnatum pico) ed il tartufo nero di Norcia (Tuber melanosporum). Quest´ultimo, dal profumo meno intenso ma sempre apprezzato dai buongustai, abbonda nell´Italia centrale (specialmente null´Umbria) e in Francia (nella zona del Perigord). La diffusione geografica del tartufo bianco è più complessa: il Piemonte resta la sua patria, qui trova l´habitat ideale sulle colline delle Langhe e del Monferrato, ma cresce anche nelle Marche (Acqualagna, S. Angelo in Vado), in Umbria (Gubbio, Città di Castello), in Toscana (San Miniato) e in Romagna (Valle del Montone), anche se con caratteristiche diverse.



Domani, 26 ottobre, è il grande giorno. In Piemonte, al Castello di Grinzane, si terrà l’asta mondiale, l’avvenimento più importante per gli appassionati del tartufo bianco d’Alba. Ma per chi volesse gustare questo straordinario prodotto della natura le fiere e le mostre non mancano. I prossimi fine settimana (sino al 2 novembre) a Sant´Angelo in Vado (PU) si tiene la 40ima Mostra Nazionale del Tartufo Bianco (info@mostratartufo.it) e sempre domenica 26 a Moncalvo (Asti) c’è la 49ima Fiera Regionale del Tartufo. Altre profumatissime fiere si tengono dal 31 ottobre al 2 novembre a Amandola (AP), l’8 e 9 novembre ad Acqualagna (PS), dal 13 al 18 novembre ad Acqui Terme (Al) e il16 e 23 novembre a Murisengo (Alessandria). Per deliziosi week-end di piacere.


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