Curiosità: addio alla timidezza

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Timidi di tutto il mondo unitevi. E imparate a superare le difficoltà nei rapporti con gli altri. Ad insegnarlo è un manuale, andato letteralmente a ruba negli Stati Uniti (e presto tradotto anche in Italia). E non a caso, visto che tratta di un argomento, la timidezza appunto, di cui secondo le statistiche soffre ben metà della popolazione mondiale. Ma sono addirittura il 95 per cento le persone che hanno confessato di aver sperimentato cosa significa almeno una volta nella vita).




Il messaggio del libro è molto semplice, come spiega l’autore di “Timidezza, manuale per l’uso” , lo psicologo italo-americano Bernardo Carducci, professore di Psicologia all’Università dell’Indiana e fondatore del primo Istituto di ricerca scientifica sulla timidezza: “Non c’è niente di male ad essere timidi. Ma bisogna imparare a prendere per mano la propria timidezza. A conoscerla, a neutralizzare i problemi che ci può creare, e infine a trasforamrla in un’arma di autoaffermazione e di successo” .



La chiave per diventare “timidi di successo” – perché la timidezza è spesso anche segno di intelligenza e capacità di introspezione – sta nel non cadere vittime del proprio difetto. “L’unico vero problema dei timidi è la rassegnazione – dice Carducci -. E’ questo che ci inibisce sulla scena sociale e ci crea i complessi. Si resta troppo concentrati su se stessi e dipendenti dal giudizio degli altri”. Il segreto, invece, sta nell’accettare il rischio del giudizio altrui, nel non mettere in crisi per questo anche la stima che si ha per se stessi”.




Tra i “trucchi” anti-timidezza segnalati da Carducci c’è anche quello di lavorare per qualche tempo in un locale pubblico, come un fast-food, per imparare a stabilire con gli altri un rapporto più spontaneo. Nessuno, sostiene Carducci, nasce timido, ma sviluppa questo problema spesso sin da piccolo, a causa di esperienze affettive negative. Ma anche la crescente competitività della società moderna è in parte responsabile dell’esercito di timidi che negli ultimi vent’anni è salito dal 40 al 50 per cento.




Infine una curiosità. I più affetti da rossori e palpitazione? I giapponesi e i taiwanesi, con punte di timidi del 57 e 55 per cento. I più estroversi invece sembrano essere gli israeliani, paese che vanta un numero di timidi relativamente basso: appena il 31 per cento.



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