Curiosità: animali di casa.

Società - Casa



Quasi uno per abitante. Tanti sono gli animali che ospitiamo nelle nostre case. E non parliamo solo dei tradizionali cani e gatti, ma anche di tutti quegli animali esotici sempre più richiesti per farci compagnia. Come le iguane, che si aggirano in 50 mila nei nostri salotti, così come 10 mila serpenti e 3 mila tra leoni, tigri e pantere. Una passione a caccia dell’insolito a tutti i costi che ha volte sfiora l’incoscienza e che ci costa ogni anno ben 5 miliardi di euro.



I dati sono quelli del quarto rapporto “Gli animali e gli italiani” realizzato dalla Lega antivivisezione, presentati una settimana fa a Montecatini (Pistoia). Che rivela come nelle nostre case siano presenti ben 45,5 milioni di animali (contro i 43,5 milioni del 1999) tra cui 7 milioni di cani, 7,5 milioni di gatti, 16 milioni di pesci d’acquario, 12 milioni di uccelli. Ma la grande novità è rappresentata dall’aumento consistente, da almeno sei-sette anni, della presenza di animali esotici, costretti ad adattarsi ad un ambiente a loro estraneo, calcolati in non meno di 500 mila esemplari. Senza contare quei 30.000 animali ancora prigionieri in anacronistici zoo e acquari e almeno 3.000 animali costretti ad esibirsi nei circa 150 circhi italiani.



Ma c’è chi, sicuramente sta peggio. In Italia vivono, o meglio sopravvivono, almeno 660 mila cani e 1.300.000 gatti randagi, 250 mila animali ancora allevati e uccisi per rubarne la pelliccia, 905 mila quelli torturati a fini sperimentali. 100 milioni quelli uccisi dai cacciatori, 440 mila animali allevati a scopo alimentare (avicoli, conigli, suini, ecc., tra i quali anche 30 milioni annui di inutili pulcini maschi di razza ovaiola uccisi alla nascita nel tritatutto e ai quali vanno aggiunte le decine di migliaia di bufalini maschi anche loro gettati alla nascita) e milioni di pesci allevati e pescati nei nostri mari.



Dati in chiaro-scuro, quindi, anche perché, come spiega Gianluca Felicetti, responsabile dei rapporti istituzionali della Lav, “la sensibilità degli italiani nei confronti degli animali è aumentata, è cresciuta la voglia di poter vedere e conoscere meglio gli animali ma, parallelamente, le forme di sfruttamento si sono “affinate”, si sono date in diversi casi una nuova e meno truculenta veste, più presentabile: basti pensare alle pellicce “scomposte” in inserti e colori da farle sembrare finte o al cacciatore che “tutela la natura”. Sono in parte diminuiti gli animali uccisi, per esempio, dalla sperimentazione ma sono aumentati i test più dolorosi. Migliaia i casi di maltrattamenti denunciati dalle associazioni e segnalati dai media; in aumento i vegetariani e coloro che preferiscono scegliere prodotti cruelty free, dall’alimentazione ai cosmetici”.


Tag:


Presente in:

Società - Casa

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)