Curiosità: il paese della triste vita.

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E’ ufficiale, siamo tra il popolo più infelice del mondo. Altro che Bel Paese” altro che “dolce”vita”. Mugugniamo tutto il santo giorno, sempre a testa bassa, magari invidiando i nigeriani, che risultano essere al primo posto di una speciale classifica sullo stato d’animo di 65 nazioni, realizzata dalla società americana World Value Survey. Ma non è del tutto colpa nostra. Secondo il settimanale scientifico “New Scientist” le cause dell’infelicità sono soprattutto di origine genetica.

Chissà cosa avranno mai i nostri geni per essere così tristi, fatto sta che il risultato dello studio americano, che ci vede posizionati al sestultimo posto su 65, subito dopo la Germania e appena sopra l’Egitto, conferma quanto già emerso da’indagine simile del Censis, realizzata nel 2003 nell´ambito di un progetto mondiale (Issp), che studia il grado di soddisfazione della vita esistente in 40 paesi e resa pubblica quest’estate. In quel caso, su 40 nazioni, eravamo miseramente all’ultimo posto, con il 26,4 per cento di infelici, in una classifica guidata da Svizzera (solo 3,6 per cento di infelici), Stati Uniti (7,8%), Gran Bretagna (8,5%), Austria (8%) e – chi l’avrebbe mai detto - Giappone (8,3%).

Il maggior numero di infelici, secondo il Censis si registra nel Nord ovest del paese (29,6 per cento), mentre la tristezza alligna più fra le donne (30,8 per cento) che fra gli uomini (20,9 per cento), così come fra le persone con bassa scolarità (33,7 per cento) e quelle che abitano nei grandi centri urbani (28,2 per cento). Circa 7 milioni e mezzo di italiani indicano come principale preoccupazione lo stress dovuto alle crescenti responsabilità nel lavoro, nella salute, nella previdenza; per il 63,1 per cento i familiari e gli amici si aspettano troppo da loro (il 71,7 per cento nella fascia di età tra i 18 e 29 anni).

Cosa serve, allora, per essere davvero felici? Il settimanale scientifico “New Scientist” ha stilato una speciale classifica dei principali fattori di felicità. Il denaro, come da copione, è solo all’ottavo posto, mentre un buon matrimonio, amicizie di valore le buone azioni e la religione sarebbero gli ingredienti base per sentirsi a posto con se stessi. Ma al primo posto, con un importanza che influisce – a parità di condizioni personali ed economiche - tra il 44 e il 53 per cento, c’è il Dna. La felicità, dunque, sarebbe scritta nei geni. Infelici d’Italia rassegnativi, se vi sentite tristi sapete a chi dare la colpa.



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