Curiosità: sei stanca? scoprilo in rete.

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I più pigri d’Europa? Noi italiani. Almeno secondo l’Anmco, l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, che nel suo ultimo congresso ha lanciato l’allarme: i giovani del nostro paese sono i più sedentari del vecchio continente, tanto che solo uno su tre svolge un’attività fisica sufficiente con costante regolarità. E dire che basterebbe davvero poco, 15-20 minuti di cyclette da camera al mattino o alla sera, oppure 45 minuti di palestra per tre volte a settimana o ancora 2-3 ore di corsa, di piscina o di bicicletta a settimana.



Eppure, vuoi per i ritmi lavorativi o peggio quelli familiari, sembriamo tutti un po’ colpiti da una sorta di stanchezza cronica (in realtà, una vera e propria sindrome che colpisce 400 mila persone in Italia, soprattutto donne tra i 35 e i 40 anni). Ma come sapere se si è arrivati ad un punto di non ritorno? Un piccolo aiuto arriva da internet, grazie ad un’equipe di scienziati inglesi, su iniziativa della società di consulenza Awake, che ha messo ondine un breve questionario, chiamato “Knacker factors” (fattori di interferenza) che serve proprio a questo: misurare le ore della giornata in cui si è più stanchi ( e di converso scoprire, invece, quelle in cui si è più attivi).



La “formula della stanchezza”, come è stata ribattezzata, si basa su una semplice operazione matematica: i tempi standard del ritmo biologico di un individuo + i fattori di disturbo del sonno + le coordinate del proprio ritmo circadiano = una stanchezza sfiancante. Per arrivare al calcolo personalizzato è necessario rispondere ad alcune domande in lingua inglese, ma piuttosto semplici. Per esempio indicare a che ora si è andati a dormire e a che ora ci si è svegliati, se si è bevuto o meno un bicchiere di troppo e altre cose del genere.



L´idea dello studio e del sito è nata da una recente ricerca scientifica secondo la quale il 40% dei britannici hanno sonno mentre sono al lavoro. Con una sostanziale differenza fra uomini e donne: i primi temono soprattutto di fare errori quando si sentono particolarmente stanchi de assonnati, le seconde invece tendono a diventare più irritabili del solito, compromettendo la loro vita sociale.



L´ideatore della ricerca, Paul Jackson, dice che la formula matematica offerta dal sito può “aiutare le persone a coordinare le proprie attività sulla base del calcolo che è molto semplice. Ci sono situazioni - spiega - nelle quali è importante essere al meglio delle proprie condizioni e allora calcolare le ore di maggiore o minore stanchezza è di sicuro utile”. Difficile dargli torto.


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