Da berna arriva l’ultimo attacco alla medicina alternativa.

Medicina - Attualità



“La fine dell’omeopatia”. È questo il titolo di un recente editoriale apparso sull’autorevole rivista medica The Lancet, che ha riacceso discussioni e polemiche tra i filo-omeopatici e chi invece sostiene unicamente l’efficacia della medicina tradizionale.


In Italia oggi sono più di 7,5 milioni le persone che, per curarsi, ricorrono all’omeopatia. E in Inghilterra addirittura il principe Carlo ha da poco commissionato uno studio per dimostrare che la medicina alternativa, su cui a suo parere il governo dovrebbe investire di più, farebbe risparmiare oltre 3 miliardi alla sanità pubblica. D’altronde i britannici spendono 130 milioni di sterline all´anno per questo tipo di cure, mentre accanto ai medici generici esercitano la professione più di 47mila omeopati.


Sarà stato un duro colpo, dunque, per la corona inglese aver letto i risultati dell’indagine svolta dall’università di Berna e pubblicata su The Lancet.


I ricercatori svizzeri, coordinati da Matthias Egger, hanno esaminato e comparato gli effetti del placebo (il finto farmaco) con i risultati di 110 trattamenti omeopatici e con altrettanti terapie con farmaci tradizionali, in un ampio spettro di situazioni, che spaziavano dalle malattie respiratorie alla chirurgia. I ricercatori hanno analizzato sia prove su piccola scala, suscettibili ad errori, che studi a larga scala, in cui l’errore sperimentale è minimo.


Egger ha innanzitutto osservato come i farmaci tradizionali dimostrino la loro efficacia sia negli studi clinici di piccole che di grandi dimensioni. In secondo luogo i trattamenti omeopatici, soprattutto negli studi su larga scala, non hanno avuto effetti molto più rilevanti di quelli del placebo. Questo dimostrerebbe che la medicina alternativa non arreca alcun reale beneficio alla nostra salute.


L’editoriale della rivista britannica ha suscitato reazioni nel mondo medico. Chi crede nella validità dell’omeopatia sostiene che la ricerca è stata effettuata su dati sperimentali e non reali. I farmacologi e gli esperti che già non nutrono fiducia nella medicina alternativa, invece, hanno trovato conferma alle proprie tesi nello studio svizzero. E hanno ribadito che è impossibile sostenere l’efficacia di preparati in cui la sostanza curativa è diluita a tal punto da scomparire.


Eppure anche il placebo (e quindi l’omeopatia secondo la ricerca) talvolta funziona. La determinazione a vincere la malattia, infatti, stimola il nostro sistema immunitario ad attivare le risorse autoterapeutiche di cui l’organismo dispone.


Intanto l’articolo pubblicato su The Lancet, che si apriva con un titolo perentorio sulla morte dell´omeopatia, conclude invitando i medici ad essere onesti con i propri pazienti riguardo all’inefficacia della medicina alternativa, ma anche ad ammettere la debolezza di quella tradizionale nel rispondere al bisogno di attenzioni e terapie personalizzate da parte dei malati.


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