Da settembre le famiglie potranno organizzare i nuovi nidi

Economia - Lavoro



Iscrivere i propri figli nelle scuole materne è sempre più difficile, a causa delle interminabili liste d’attesa. Così, a partire dal prossimo mese di settembre a Milano e in altre città italiane sarà dato l’avvio ai primi esperimenti di asili nido “di famiglia” o “condominiali” e “aziendali” o “interaziendali”. Si tratta di locali privati, dove pochi bambini (da tre a un massimo di sette) vengono accuditi da un educatore selezionato. A Milano il Comune ha stanziato cinquecentomila euro per favorire la creazione di nidi condominiali, sul modello di ciò che già avviene da sette anni a Bolzano: sono stati selezionati una cinquantina fra tate e cooperative per questo progetto che il comune considera pilota ed un periodo di prova di un anno. A Bologna l’avvio dell’esperimento è invece previsto entro il 2005: nel piano globale di riordino della città, che prevede l’aumento del 15 per cento della capienza dei nidi dei comuni, si affiancano modelli di asili condominiali (sono stati chiamati “Pge”, piccoli gruppi educativi), ma anche i nidi aziendali, come quello che già esiste nell’università di Ozzano dell’Emilia e che si affiancherà ad altri cinque (in due ospedali, presso l’università di Bologna e in una ditta privata).



Gli standard qualitativi minimi, che le strutture pubbliche e private che si occupano di accudire i bambini da zero a sei anni devono garantire per assicurare ai piccoli ospiti un adeguato sviluppo psichico e fisico, sono stati stabiliti da Uni (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) con la norma 11034 Servizi all´infanzia - Requisiti del servizio, elaborata da un’apposita commissione di esperti.



La struttura che si occupa dell’accoglienza dei bambini deve innanzitutto disporre di luoghi e arredi tali da garantirne il benessere e la sicurezza. Devono essere previsti, quindi, spazi per l’accoglienza, per il riposo, per i servizi igienici, per la cucina (se c´è anche il servizio mensa) e per le attività di gruppo all’interno e all’esterno della struttura.



Le scuole materne e gli asili comunali, i nidi aziendali e quelli “di condominio” devono avvalersi di collaboratori che abbiano specifiche competenze gestionali, esperienza tecnica e/o educativa e siano in possesso di diploma o laurea ad indirizzo socio-pedagogico. Per garantire la continuità educativa, cioè un passaggio graduale e progressivo nei diversi livelli di apprendimento, è importante che tutte le attività siano organizzate in funzione dell’età dei bambini (ad esempio distinguendo tra piccoli 0-1 anni, medi 1-2 anni e grandi 2-3 anni). Per fare in modo che il progetto educativo si realizzi al meglio, la struttura deve garantire, inoltre, che vi sia la presenza di una figura famigliare che affianchi il bambino nella fase di ambientamento (cioè nella prima settimana di frequenza), che i tempi di allontanamento del genitore/accompagnatore e di permanenza nella struttura siano graduali; che vi sia continuità di frequenza, soprattutto nella fase di ambientamento e che venga garantita la presenza di un educatore di riferimento sia per il bambino che per i genitori. La direzione della struttura che si prende carico dell’educazione dei piccoli, dopo aver definito la propria mission, cioè i propri impegni e gli obiettivi socio-educativi, deve predisporre un documento tecnico che prescriva le pratiche, le procedure e le proprie strategie per svolgere l’attività.



È prevista anche una pianificazione annuale delle attività di controllo, per verificare che gli obiettivi vengano rispettati. Inoltre, la struttura, per organizzare lo svolgimento dei propri servizi deve definire un calendario annuale, accessibile a tutti, suddiviso in mesi, giorni ed ore dedicate alla cura dei bambini.




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