Dagli studi dello human lactation research nuove scoperte sull´anatomia del seno.

Medicina - Mamme



Ricerche condotte con tecniche innovative hanno permesso di correggere alcune inesattezze e acquisire nuove conoscenze sul seno in fase di allattamento. Supportato da Medela, azienda leader mondiale per la produzione di tiralatte e accessori per l´allattamento, lo Human Lactation Research Group della University of Western Australia, team diretto dal professor Peter Hartmann, ha condotto le sue indagini mediante una tecnica di imaging non invasiva mai utilizzata in precedenza in questo campo, ossia gli ultrasuoni ad alta risoluzione ed ha ottenuto risultati che hanno permesso di ridisegnare le tavole anatomiche del seno risalenti a 160 anni fa e fino ad oggi ritenute valide.



Ma quali le principali novità? Un´importante scoperta riguarda la posizione del tessuto ghiandolare, composto da ghiandole lattifere, e il sistema di dotti lattiferi, che sono i canali attraverso i quali il latte prodotto dalle ghiandole lattifere viene condotto al capezzolo. Diversamente da quanto si credeva, il tessuto ghiandolare e il sistema dei dotti non è uniformemente diffuso nel seno ma si concentra in un´area ben precisa, quella del capezzolo. Infine, il numero di dotti che termina nel capezzolo e permettono la fuoriuscita del latte durante le poppate è di numero inferiore a quel che si credeva: sono infatti 4-18 e non 15-20. Queste scoperte potranno avere importanti conseguenze sulle strategie chirurgiche per il seno, poiché interventi che causano la perdita di anche pochi dotti all´altezza del capezzolo, potrebbero compromettere la capacità di allattare. Si pensi agli interventi estetici di riduzione o aumento del volume del seno.



Secondo i lavori di Hartmann, inoltre, i cosidetti seni lattiferi non esistono. Si pensava infatti che vicino al capezzolo i dotti si espandessero in piccole sacche di raccolta di latte, poi denominati appunto seni lattiferi. Queste scoperte”, spiega Hartmann, hanno importanti conseguenze riguardo al corretto posizionamento del bambino nonché al suo attaccamento al seno, due aspetti di fondamentale importanza per il successo della poppata. I consigli pratici forniti attualmente alle mamme per un allattamento ottimale sono basati sulla corretta posizione dei seni lattiferi (che tuttavia non esistono) all’interno della bocca del neonato. Le nostre ricerche hanno invece spostato l’attenzione sulla giusta posizione del capezzolo nella cavità orale, in modo che il latte si raccolga in una sorta di cavità formata dall’estremità del capezzolo, dalla punta della lingua e dalla porzione dura e da quella molle della bocca del bambino.



Dagli studi è emerso anche che la dimensione e la forma del seno non sono indicative dell´anatomia interna e dunque non possono predire né la capacità di conservare il latte nei dotti lattiferi né, tanto meno, quella di produrlo. Le mamme con ridotta capacità di immagazzinare latte possono garantire il giusto nutrimento al loro figlio attaccando più frequentemente il bimbo al seno.



Il gruppo del professor Hartmann ha potuto studiare anche i ritmi e le tecniche di suzione utilizzate dal neonato per stimolare al meglio il rilascio del latte e per estrarlo in maniera efficace e comoda. Gli studi”, continua Hartmann, “hanno confermato che il neonato succhia il latte materno in due fasi: all’inizio velocemente per stimolare il riflesso di erogazione e successivamente, quando inizia l’emissione del latte, più lentamente, in un ciclo che alterna atti di suzione, deglutizione e respirazione.



Medela ha convertito tali conoscenze in un’innovativa tecnologia di tiralatte elettrici, i Medela ´2-Phase Expression, ottimizzati per ottenere un’erogazione e una raccolta del latte efficace e naturale allo stesso tempo. Tali tiralatte permettono alle mamme di regolare la potenza di estrazione al livello più confortevole per loro e simulano al meglio la suzione del bambino. Si ottiene così una più veloce e abbondante erogazione di latte e dunque si riducono i tempi di utilizzo del tiralatte.




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