Dal san raffele di milano una speranza per evitare la

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È una delle peggiori tragedie che può colpire i genitori dopo aver sperimentato la gioia immensa di avere un figlio. Parliamo della morte improvvisa, o Sids, che colpisce un bambino su mille in Italia, causando ogni anno circa cinquecento vittime e costituendo la prima causa di mortalità nella fascia di età da uno a dodici mesi di vita.



Ora una speranza in più per combattere questa sindrome ancora poco conosciuta ci viene da uno studio italiano, effettuato da un’equipe del San Raffaele di Milano e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine.



I ricercatori hanno dimostrato che una semplice procedura, detta “ablazione transcatetere”, nel giro di pochi minuti e in anestesia locale può individuare e trattare la grave anomalia del ritmo cardiaco detta sindrome di Wolff-Parkinson-White, che sembra essere una delle cause della morte improvvisa.



Tale patologia, caratterizzata da improvvise accelerazioni del battito cardiaco, le aritmie, che possono essere benigne ma non di rado anche fatali, è determinata da una anomalia del sistema di conduzione elettrico del cuore e colpisce un bambino su mille. Questa anomalia deriva dalla presenza di un fascio di conduzione parallelo al normale sistema di conduzione. La concomitanza del normale sistema di conduzione e della via accessoria permette che un impulso elettrico possa scendere verso le camere cardiache inferiori attraverso una via e risalire rapidamente alle camere cardiache superiori attraverso l’altra via anche per la durata di diverse ore.



Lo studio è stato effettuato su 165 bambini di età compresa tra 5 e 12 anni e ha dimostrato come l’esecuzione dell’ablazione transcatetere, che è una tecnica ampiamente in uso in Italia, permetta l’eliminazione di tali fasci anomali per via percutanea a paziente sveglio attraverso l’applicazione di corrente definita a radiofrequenza. In questo modo può essere eseguita una diagnosi precoce e la guarigione definitiva del piccolo paziente.



La sindrome di Wolff-Parkinson White ha origine da un errato sviluppo genetico dell’impianto elettrico del cuore e colpisce prevalentemente giovani in pieno benessere, tra cui bambini, adolescenti, giovani adulti. I pazienti affetti da questo disturbo presentano un grado di rischio molto diverso, possono manifestare gravi sintomi con frequenti episodi di palpitazioni fino alla perdita di coscienza o all’opposto nessun sintomo.



Il rischio, però, non dipende dalle manifestazioni cliniche, ma soprattutto dalle caratteristiche “elettriche” della via accessoria e del normale sistema di conduzione, per cui anche i pazienti asintomatici possono andare incontro ad aritmie fatali, come documentato dai ricercatori in 7 giovani soggetti, di cui 3 bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. Questo studio è ancora più significativo in quanto i ricercatori hanno osservato che i bambini hanno un rischio ancora maggiore rispetto agli adulti.



“Da anni il nostro Centro al San Raffaele si occupa dello studio di questi pazienti asintomatici”, commenta Carlo Pappone, primo autore dello studio e direttore dell’Unità di Elettrofisiologia e Aritmologia dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele. “L’anno scorso, con una pubblicazione nello stesso New England Journal of Medicine, avevamo dimostrato che con le tecnologie attuali è possibile individuare alcune caratteristiche in grado di identificare giovani adolescenti ed adulti affetti da tale patologia e che non trattati sarebbero rimasti ad alto rischio di morte improvvisa.”



Fino ad oggi era opinione generale che i pazienti privi di sintomi non fossero ad alto rischio e quindi venivano lasciati al proprio destino. Ora, però, come dichiara Vincenzo Santinelli, coautore dello studio, esistono le condizioni per un’applicazione di routine della tecnica di ablazione anche nei pazienti asintomatici, anche se è necessario che tali procedure vengano eseguite solo in centri altamente specializzati.




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