Delinquenza minorile: l´allarme baby-gang

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E´ il fenomeno piu´ eclatante di queste prime settimane del 2000. Ma ha radici lontane, pur se l´escalation di episodi registrati in questi ultimi giorni e´ davvero impressionante: Milano, lunedi´ 3 gennaio, in una via del centro una banda di giovanissimi guidata da un 14enne picchia due ragazzi di 13 e 15 anni per derubarli di un telefonino e di 224 mila lire; Milano, martedi´ 4 gennaio, due turisti vengono circondati e rapinati nella centrale piazza Castello da otto ragazzini; Cagliari, giovedi´ 6 gennaio, quattordici ex alunni di una scuola media vengono denunciati e identificati grazie all´aiuto di alcuni coetanei, a settembre avevano devastato la palestra dell´istituto; Mantova, giovedi´ 6 gennaio, un ragazzino di 14 anni viene portato nel carcere minorile, e´ accusato di aver stuprato due mesi e mezzo fa una 13 enne assieme ad un amichetto, non imputabile perche´ 13 enne; Rho, venerdi´ 7 gennaio, due ragazzine di 17 e 14 anni entrano in casa di un pensionato di 70 anni, lo picchiano e gli portano via 250 mila lire e la macchina; Napoli, venerdi´ 7 gennaio, il 15enne Carmine accoltella un ragazzo di vent´anni per rubargli lo scooter; Genova, venerdi´ 7 gennaio, Elisa 17 anni viene presa a pugni e calci da tre coetanee per gelosia.

I giornali e la televisione le chiamano baby-gang, bande di ragazzini e ragazzine minorenni che imperversano ormai nelle nostre grandi citta´. Il fenomeno e´ in crescita soprattutto al di sotto dei 14 anni, eta´ impunibile secondo la legge italiana. Ma fino a quando? E soprattutto perche´? E´ la domanda che si sono posti un po´ tutti in questi giorni, dal presidente del Tribunale per i minori di Milano Livia Pomodoro al questore milanese Giovanni Finazzo. Sul banco degli imputati, ovviamente, sono finite prime le famiglie, accusate di non aver saputo dare i giusti valori ai loro figli, poi la scuola, che non e´ in grado di insegnare le minime nozioni di educazione civica. Forse, nei commenti dei giornali, si e´ dimenticata la televisione o i modelli presentati dal cinema (un esempio? Il film Fight Club sulle societa´ di picchiatori per diletto), dai giornali, dai videogiochi, in una parola dall´informazione. In un´altra parola, dalla nostra stessa societa´, incapace di offrire ai giovani ideali che non siano quelli offerti dal marketing e dalla pubblicita´.

Pedagogisti ed educatori spiegano il fenomeno con una parola: preadolescenza. Significa che i giovani oggi crescono sempre piu´ rapidamente, che vengono chiamati a far parte troppo presto di un mondo di adulti che ha delle regole spesso dure, dove solo il piu´ forte vince. Con la conseguenza che i quattordicenni di oggi si comportano come i diciottenni di ieri e forse come i ventenni dell´altro ieri. Il risultato? Secondo gli ultimi dati Istat nei primo otto mesi del ´99 10.091 minori sono stati denunciati alle forze dell´ordine, 524 per rapina, 5.793 per furto e 78 per violenze sessuali. Tra le citta´ piu´ colpite del fenomeno della delinquenza minorile Milano, con 1120 denunciati, Roma (735), Torino (735), Napoli e Palermo.

Difficile a questo punto fare previsioni o scommesse su un futuro, davvero triste per i piu´ giovani. Si finira´ come gli Stati Uniti, esempio culmine della gravita´ del fenomeno che gli americani, con la loro proverbiale concretezza, hanno risolto allargando la pena di morte anche ai minorenni (in questo mese verranno eseguite ben 4 condanne a giovani assassini per reati compiuti quando avevano meno di 18 anni)? Oppure come in Francia, dove due deputati socialisti un paio d´anni fa avevano proposto pene pecuniarie e anche il carcere per i genitori di giovani delinquenti? Ai posteri l´ardua sentenza. E a voi un giudizio sul fenomeno nel sondaggio di oggi.



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