Design: le provocazioni di mendini

Cultura - Arte



Architetto, designer, pittore, teorico e direttore di riviste tra le più influenti degli ultimi trent´anni. Attraverso questo suo labirintico itinerario, Alessandro Mendini è riuscito a dar forma ad una nuova immagine, dal contro-design al post-moderno. Acuto provocatore e ironico sperimentatore, Mendini viene ricordato oggi con una bella mostra antologica, aperta presso la Basilica Palladiana di Vicenza sino al 25 marzo prossimo.

Nato a Milano nel 1931, Alessandro Mendini si è interessato specialmente al design neo moderno e contemporaneo, lavorando per aziende come Alessi, Philips, Swarovski e Swatch (disegnando alcuni dei celebri orologi). Alla fine degli anni Settanta è stato uno dei primi esponenti del leggendario studio Alchimia, creando mobili provocatori che, di fatto, hanno modificato l´immagine del design italiano, con i quali ha vinto il Compasso d´oro per il design. Nel 1989 ha aperto con il fratello Francesco, l´Atelier Mendini a Milano, progettando la casa Alessi a Omegna, il Teatrino della Bicchieraia ad Arezzo, il Forum - Museum di Omegna in Italia, una torre ad Hiroshima in Giappone, il Museo di Groningen in Olanda, il Casino Arosa in Svizzera ed altri edifici in Europa. E´ stato anche direttore delle riviste Casabella, Modo e Domus.

Con la mostra vicentina Alessandro Mendini tra le arti organizzata da Viarte (info: 0444/540072), viene presentata la più completa antologica del lavoro che Alessandro Mendini - nella sua attività di designer, architetto, teorico e artista - ha svolto da solo, con Alchimia ed ora con l´Atelier Mendini. Il curatore della mostra, il critico d´arte tedesco Peter Weiss, ha messo in evidenzia la trasversalità dell´opera di Mendini, la sua filosofia visiva, e la ormai leggendaria storia di questo gruppo di architetti idealisti. Le opere presentate - in tutto circa 150 - consistono in dipinti, disegni, serigrafie, modelli d´architettura, ceramiche, sculture, oggetti di design, appartenenti a un arco di trenta anni.

Per quanto mi riguarda - ha scritto Mendini -, non è il progetto che mi interessa: io uso la realtà progettuale non coerentemente al suo scopo ma al fine di svolgere il mio naturale atto vitale, che è quello di produrre immagini. La mia vita non ha in sé intenzioni di progetto, non vuole realizzare obiettivi o programmi. Allora, il disegno, la parola, l´oggetto, una rivista, un´altra e ancora un´altra rivista, la mostra, la lezione, la poesia, il dipinto, l´installazione, sono come onde che si frangono sulla spiaggia.



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