Dieta del digiuno

Cucina - Dieta
La dieta del digiuno

La dieta del digiuno
Il motto è "più magri e più felici con la dieta del digiuno", la regola è di un solo pasto al giorno e 24 ore di digiuno una volta a settimana, tanta acqua e movimento. La fonte è il nuovo libro di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e specialista nella cura del cancro. "La dieta del digiuno" questo è il titolo del nuovo nato di casa Mondadori, scritto insieme alle dottorosse Lucilla Titta, ricercatrice dell’Istituto europeo di oncologia di Milano e MariaGiovanna Luini, medico e scrittrice.


"La dieta del digiuno" non è solo un regime alimentare ma un vero e proprio stile di vita, volto a conformare il nostro senso di sazietà ad apporti calorici dimezzati, rispetto alle nostre solite abitudini: una svolta che certamente comporterò dei sacrifici all´inizio, ma l´adeguamento ai nuovi quantitativi comporterà notevoli vantaggi. Riducendo le quantità infatti sarà possibile variare la nostra alimentazione senza dimenticare le esigenze della "gola", concedendoci dunque anche quella "pericolosa" pallina di gelato che generalmente tendiamo a vietarci, senza perdere tanto tempo a salire e scendere da una bilancia. Inoltre, assicura l´ottantasettenne Veronesi, il benessere a tavola permette un´aspettativa di vita più lunga, unitamente a quel po´ di sana attività fisica, come una passeggiata a piedi o in bicicletta, dagli effetti certi sulla salute e sulla bellezza.

La regola del digiuno

La regola del digiuno
Lo stile di vita proposto dal libro di Veronesi suggerisce abitudini alimentari relativamente modellate sullo stile di vita proprio del vegetariano oncologo, che depurino il corpo e la mente. Egli suggerisce infatti di consumare una colazione leggera (contro il luogo comune della colazione abbondante) e un solo pasto sostanzioso durante le 24 ore di una giornata, distribuendo le calorie necessarie liberamente.


La libertà non riguarda solo la suddivisione delle calorie ma anche la scelta degli alimenti, poiché per Veronesi è sbagliatissimo stringere la gamma ad uno o più alimenti consentiti, ma riducendo le quantità è possibile mantenere un´alimentazione varia, ricca e diversificata pur mantenendosi in forma e in salute.


Il consiglio è comunque quello di direzionarsi verso un consumo di verdura e grassi vegetali, cereali e frutta a volontà; di trarre da cereali, legumi, frutta e verdura il nostro fabbisogno di carboidrati pari al 55% del nostro complessivo apporto giornaliero; infine, dai 75 ai 100 grammi di proteine al giorno e un frutto medio a pranzo. Via libera anche ai cosi detti "peccati di gola", purché moderati e al nostro insostituibile piatto di pasta.
Scelte oculate che riguardino una sommaria riduzione delle quantità e non della qualità dei cibi ha come immediata conseguenza la possibilità di relegare il cibo ad un ruolo marginale, liberare la mente dalla sua sopraggiunta centralità e ridare libertà alla mente di concentrarsi su altre attività.


Il digiuno come scelta etica

Il digiuno come scelta etica
Una corretta alimentazione non è soltanto un elisir di lunga vita, ma la scrittura de "La dieta del digiuno" ha avuto per i tre studiosi anche una funzione "etica". Esso è infatti lo strumento per riconsiderare la nostra struttura alimentare occidentale e prevenire non solo i disturbi legati ad un´alimentazione scorretta, ma anche gli enormi sprechi di cibo inutile e dannoso che si commettono ogni giorno in occidente, mentre in tanta parte del nostro pianeta terra si soffre ancora la fame: "Dobbiamo ricordare che esiste un tremendo disequilibrio nella disponibilità di alimenti e di acqua tra Paesi industrializzati e Paesi cosiddetti in via di sviluppo. Le popolazioni povere muoiono per fame e sete: non è possibile che si resti indifferenti e non si prendano decisioni etiche di riduzione dei nostri oggettivi eccessi" afferma Veronesi; mentre a quanti si preoccupino dei messaggi negativi che possano derivare dal proporre "il digiuno" come scelta alimentare corretta, in un contesto sociale nel quale ogni giorno milioni di ragazzi si ammalano di disturbi alimentari, la dottoressa Luini ribatte: "I disturbi alimentari sono di pertinenza psichiatrica e non dipendono certo da un sano ritorno a riti di digiuno e moderazione alimentare che per tanti anni hanno caratterizzato le nostre religioni e filosofie".


Il digiuno sarebbe dunque la via per ridare centralità al pensiero, alla creatività, alla vita attiva, dimenticando il cibo e quei sentimenti di colpa, angoscia, pentimento o facile e transitorio appagamento che da esso derivano. Il cibo è solo uno strumento alla vita, non può rivelarsi la vita stessa, non può prendere parte ai nostri sentimenti di vittoria e sconfitta quotidiani.


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