Dieta. la dieta ph

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In salute con un corpo alcalino. Con una dieta vegetariana che diversifica i cibi in base alla loro alcalinita´ e acidita´. E´ il credo della nutrizione ortomolecolare, nata negli anni Cinquanta e Sessanta dalle ricerche compiute dal premio Nobel Pauling e del suo collaboratore Cameroun che hanno studiato il ruolo delle vitamine e dei minerali nell´organismo. Ed ora approdata anche in Italia.

Una dieta alimentare ma anche una filosofia, di ispirazione orientale, dove l´essere sani significa mantenere alcalini il proprio corpo - mangiando alimenti adatti, praticando attivita´ sportive aerobiche, riposando adeguatamente, respirando liberamente - ma anche la propria mente, perche´ un pensiero negativo e´ piu´ acidificante di un alimento tossico.

Ha sede a Roma l´Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare (tel. 06/3315943) fondata da Adolfo Panfili e Valeria Magnani, autori del primo libro italiano dedicato all´argomento La dieta pH uscito nella collana Natura & Salute di Tecniche Nuove (227 pagine, 35.000). Cardine fondamentale dell´alimentazione ortomolecolare e´ appunto il programma della dieta pH, il cui obiettivo e´ quello di ridurre progressivamente, e mai all´improvviso, il quantitativo di proteine giornalmente ingerite, sino ad arrivare al limite di 30 grammi giornalieri.

Un consumo di proteine superiore ai 30 grammi giornalieri, secondo i due autori, induce la sintesi di elevate quantita´ di acidi che devono essere neutralizzati prima di poter essere eliminati. Da cui emerge l´opportunita´ di un consumo moderato di cibi ad alto contenuto di ceneri acide (carne, pollame, pesce, uova e cereali) al fine di diminuire la secrezione di calcio e la conseguente perdita di tessuto osseo. Il miglior modo per conservare la riserva alcalina intatta consiste nell´adottare una dieta prevalentemente composta da frutta e verdura.

La dieta pH, quindi, prevede un´alimentazione soprattutto a base di alimenti alcalinizzanti (tutti i vegetali, comprese le patate, tutte le insalate, tutta la frutta fresca, ad esclusione di prugni e mirtilli giganti, le mandorle e il latte), e una riduzione progressiva di alimenti acidificanti (tutte le proteine di origine animale come carne, pesce, crostacei, molluschi, uova, formaggio, pollame, nocciolame eccetto le mandorle, tutti gli aminoacidi come cereali, pane, farina e altri alimenti ottenuti dagli amidi dei cereali e lo zucchero). E voi, provereste la dieta pH? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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