Diete: integratori sotto accusa

Bellezza - Dieta



Di soldi, la diet industry, ne muove davvero tanti. Solo in Italia, nel 2001 sono stati spesi 1.320 milioni di euro, saliti a 1.585 milioni nel 2002, per acquistare pillole e integratori alimentari. Prodotti che promettono molto a chi ha problemi di peso (tre milioni gli acquirenti abituali, il 92 per cento donne), ma mantengono poco. Anzi, possono anche risultare molto pericolosi, come dimostra il caso della giovane romana morta a 29 anni per una crisi di asma a seguito di una cura micidiale a base di anfetamine e antidepressivi presi per dimagrire.



Una situazione che preoccupa il Ministero della Sanità, che ha aperto un’inchiesta sull’efficacia di questi prodotti, introducendo intanto un decreto che ne limita la pubblicità, ritenuta molto spesso ingannevole. Saranno vietate le denominazioni di fantasia come “Bruciagrasso” o “Rapidsnell”, che fanno sperare in risultati miracolosi e negli spot si dovrà sostituire la parola “dimagrante” con “coadiuvante alla dieta ipocalorica”. Infine sarà vietato indicare le settimane necessarie per ottenere risultati (del tipo “dieci chili in dieci giorni”) così come le immagini di soggetti ripresi prima e dopo la cura.




Certo un primo passo. Ma molto rimane ancora da fare, anche perché gli integratori dimagranti, per legge, rientrano nella categoria dei dietetici e quindi non sono soggetti alle stesse limitazioni attuate per i medicinali (è sufficiente una notifica al ministero e non è obbligatorio riportare nell’etichetta le quantità; i prodotti erboristici, inoltre, non richiedono neppure la notifica). L’aspetto più inquietante riguarda però la loro utilità. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista “Dialogo sui farmaci”, che ha preso sotto esame 44 integratori con presunte attività dimagranti, non solo nessuno di questi “può vantare efficacia sulla diminuzione del peso”, ma addirittura “quando sono efficaci, perché accompagnati da dieta ipocalorica, possono presentare dei rischi”.




Prodotti, quindi, che in molti casi sfruttano un tema assolutamente cruciale nelle società moderne. Sovrappeso e obesità sono i disordini nutrizionali più frequenti nei paesi sviluppati, rispettivamente con il 34 per cento ed il 27 per cento di prevalenza negli adulti. In Italia, secondo l’Istat, il 9,1 per cento della popolazione è obesa, ed uno su tre è sovrappeso (il 42 per cento uomini, il 25 per cento le donne, che, come dimostra il dato sui consumi, sono le più attratte verso queste forme di dimagrimento rapido). Quali i consigli dei nutrizionisti? Sempre gli stessi: alimentazione corretta e moto. “Se si va dal dietologo e questi prescrive farmaci – afferma Marcello Ticca, specialista di scienze dell’alimentazione e ricercatore dell’Inran (Istituto nazionale ricerche alimentazione e nutrizione) -, scappare subito”.



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