Dietologia: restare in zona

Bellezza - Dieta



Il cibo come medicina. E´ il primo comandamento della Zona, il regime dietetico ideato dal biochimico americano Barry Sears che, dopo aver spopolato oltre oceano dove è seguito da milioni di persone (tra cui vip come Madonna e Sandra Bullock), è approdato anche da noi grazie anche all´uscita di libri come Sette giorni con la Zona (edito da Sperling & Kupfer), scritto dallo stesso Sears, o La Zona facile di Paolo Perucci, e Edoardo Rosati (Sonzogno editore). Una dieta che, per certi versi, ha fatto scalpore perché ritenuta iperproteica.




Ma andiamo per gradi. Diversamente dalle diete tradizionali, la Zona non distingue tra cibi buoni e cibi cattivi (a seconda dell´apporto calorico), ma si pone l´obiettivo di controllare, tramite l´alimentazione, gli effetti ormonali nel nostro organismo. Facendo così, non solo si ridurrà la massa grassa, ma si raggiungerà un miglior benessere psicofisico. Insomma, la Zona consente di mangiare davvero di tutto e promette di diventare, nello stesso tempo, più magri e più attivi.




Niente divieti, quindi, ma un giusto apporto di sostanze che mantengano il livello biochimico in efficienza. Nella dieta a Zona, quindi, ognuno dei cinque pasti giornalieri previsti (colazione, pranzo, spuntino pomeridiano, cena e, importantissimo, lo spuntino serale da fare mezz´ora prima di coricarsi) deve contenere in una giusta percentuale tutti i macronutrienti: carboidrati (o zuccheri), proteine e grassi. Questa percentuale, diventata famosa, è la prima regola fondamentale della Zona: 40 per cento i carboidrati, 30 per cento di proteine e 30 per cento di grassi.



Troppe proteine, quindi, visto che i dietisti solitamente ne consigliano al massimo il 10-15 per cento? Per definire iperproteica una dieta è necessario che le proteine siano in quantità superiori ai carboidrati. E nella Zona non è così - spiega il dottor Paolo Perucci -. La quantità di proteine stabilita varia tra i 77 e i 100 grammi giornalieri: una quota davvero ragionevole. L´espressione 40-30-30 corrisponde a quel rapporto tra nutrienti che consente una corretta stimolazione di determinati ormoni.




Inoltre, per quello che riguarda i carboidrati, Barry Sears consiglia di assumere poca pasta e molta frutta e verdura, considerate carboidrati favorevoli perché hanno un indice glicemico basso. Questo significa che, entrando lentamente nella circolazione sanguigna, contribuiscono a mantenere bassi e costanti i livelli di insulina, impedendo così i processi di immagazzinamento sotto forma di grasso corporeo.



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