Dimmi come mangi e ti dirò chi sei. ami gustare i formaggi, i salumi e del buon vino? sei un tollerante…

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Ormai lontane le abbuffate natalizie è ora di concentrarsi sul benessere e sulla alimentazione sana, per il fisico, ma soprattutto per il cervello. Italiani e stile alimentare, ma anche italiani e benessere e futuro al centro della ricerca della Fondazione Bonduelle realizzata da Tomorrow SWG. Il popolo dello stivale è suddiviso, secondo quanto emerso dal sondaggio, in quattro categorie: i cosiddetti tolleranti, i calvinisti, gli scettici e gli edonisti. Eccoli nel dettaglio.


I tolleranti (27%) si contraddistinguono per la forte “modernità di pensiero” manifestata attraverso il riconoscimento del valore degli immigrati e delle libertà civili. Credono nelle nuove generazioni e sebbene la vita moderna sia soprattutto fonte di stress ripongono estrema fiducia nel futuro. A tavola non si fanno mancare niente: salumi, formaggi, vino purchè il tutto sia di qualità. Non a caso sono loro i veri cultori del biologico e dell’insalata di IV gamma. Identikit: giovani (18-34 anni), residenti al nord-ovest di scolarità medio-alta. Dedicano molto tempo a se stessi, dando il giusto valore alla vita sociale e alle relazioni. Sono grandi fruitori di libri e quotidiani e viaggiano spesso, amano l’arte.


I calvinisti (27%) sono rigorosi nel modo di pensare e di agire, credono nel progresso economico, ma senza troppi fronzoli. Se da una parte, infatti, nutrono estrema fiducia nella globalizzazione, oltre che nel dinamismo delle piccole imprese e delle nuove generazioni, dall’altra non vedono di buon occhio le aperture culturali della vita moderna e i suoi stili di vita. Secondo loro si mangia sempre peggio, la scienza e la tecnologia creano troppi problemi e le aziende continuano ad inventarsi prodotti spesso inutili. Sarà per questo che non sono dei grandi consumatori di novità alimentari, insalate di IV gamma e prodotti funzionali in generale compresi. Appartengono a questa categoria le persone adulte (45/50- 65/70 anni) residenti al sud e nelle isole, di scolarità media, prevalentemente casalinghe e pensionati.


Gli scettici (24%) sono distanti da tutte le declinazioni del concetto di modernità. Guardano con atteggiamento critico non solo chi è diverso, ma anche tutto ciò che può portare a dei cambiamenti. Non riconoscono i vantaggi della globalizzazione e della tecnologia e non credono nemmeno nelle nuove generazioni. Distanti anche rispetto al tema benessere: sono poco attenti alla linea e spesso mangiano quello che capita. Consumano piatti pronti, ma al contrario non apprezzano le insalate di IV gamma. Identikit: donne di 35/54 anni, per lo più di famiglia numerosa.


Gli edonisti (22%) si contraddistinguono per il forte orientamento alla modernità e ai benefici del progresso tecnologico. Persone agiate e inclini ai piaceri della vita sono molto attratti dalle novità che la tecnologia rende possibili. Vivono con tranquillità il presente guardando con estrema fiducia al futuro. Ecco perché si dimostrano al passo coi tempi anche rispetto all’alimentazione e all’attenzione per la linea: nel loro carrello della spesa ci sono pochi prodotti calorici e molti prodotti funzionali. Prevalentemente uomini, di 25/34 anni, residenti al centro, perlopiù lavoratori. Single o coppie di scolarità alta. Sono grandi fruitori mediatici e culturali: vanno al cinema, a teatro e amano seguire le manifestazioni culturali e l’arte.


Ma i profili cambiano se li si rapporta al benessere, allora ecco i fissati (il 12%), fanno sacrifici sia a tavola che in palestra, i velleitari (24%) che vorrebbero migliorare il proprio stile di vita anche se non sempre ci riescono, i dinamici (24%) che sono sempre in movimento pur di non rinunciare ai piaceri della tavola, i passivi (23%) caratterizzati dalla totale assenza di qualsiasi forma di attività fisica e infine gli indifferenti (18%) che al contrario degli altri gruppi si dimostrano refrattari non soltanto alla cura di sé ma al concetto di benessere in generale.


Dalla ricerca è emerso chiaramente che i diversi atteggiamenti si riflettono sulle scelte di acquisto ed i comportamenti di consumo: non è un caso, infatti, che i prodotti alimentari più innovativi e a più elevato contenuto salutistico abbiano un maggior impatto sui consumatori che, seppur con approcci diversi, si dichiarano più attenti alla propria salute psico-fisica.


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