Dimmi cosa bevi e ti dirò come sei.

Cultura - Attualità



Intorno al settore beverage ruota un mondo che, oltre al semplice bisogno di bere e dissetarsi, è specchio delle nuove tendenze e del bisogno di relazione che contraddistingue i giovani d’oggi.


È quanto emerge da una recente indagine commissionata da Gavazza all’Osservatorio Koolhunters dell’Università La Sapienza di Roma, per analizzare il rapporto tra consumo di bevande degli under 35 e i loro stili di vita.


Dai dati raccolti è risultato innanzitutto che le varie tipologie di bevande sono rappresentative di universi distinti, intessuti di relazioni, stili di vita e consuetudini, che non si autoescludono, ma che vengono rappresentati da bevande simbolo. Allegria ed effervescenza rappresentano il mondo delle bevande gasate, protagoniste negli spazi chiusi di un consumo che è quasi sempre un rituale collettivo, ma compagne anche dei pasti solitari nei bar o nei fast food. Tali bevande, tra le quali cedrate e chinotto sono ritenute le più “trendy”, sono utilizzate anche nelle palestre, nonostante siano tecnicamente inadeguate a rispondere al calo derivante dallo sforzo fisico. Il nuovo wellness, d’altronde, non vede più un problema in tutto ciò che non è naturale, mentre le mode hanno spesso la meglio sul buonsenso per indurre all’utilizzo di un prodotto.


I succhi di frutta, invece, considerati semplici bevande dissetanti, vengono consumati soprattutto tra le mura domestiche, per accompagnare lo studio: il loro contenuto di zuccheri li rende, insieme al caffè, bevande funzionali. Sono utilizzate soprattutto in estate, quando fungono anche da base per i cocktail alcolici.


Tradizione e cultura enogastronomica sono valori ultimamente riscoperti anche dai giovani: il vino ben li rappresenta e si sta quindi trasformando da prodotto antico e polveroso in un bene che non nonostante, ma proprio per questo, può riuscire ad attirare l’attenzione dei giovani. La scelta del vino giusto e i suoi svariati abbinamenti alle pietanze consentono ai giovani di esercitare fantasia e creatività, competenza e cultura.


Trova altrove i suoi punti di forza, invece, la birra, che ha saputo conquistare propri consumatori con la costruzione e la rappresentazione di due momenti fondamentali nella vita dei giovani: la musica e il viaggio. Intorno a questi due aspetti ruota un mondo simbolico, che sembra essere la base del suo successo. Con le marche nazionali, poi, affianca e sostituisce il vino e le bevande gasate nei pasti casalinghi.


Una bevanda in grado di rappresentare potenzialmente ogni tipo di consumatore è il cocktail. Il principio del mix ha già in sé la possibilità di creare la miscela confacente ai gusti individuali, cosicché il cocktail diventa il prodotto più legato alle mode e maggiormente capace di definire gli stili di vita di ciascuno. Viene scelto in base alla compagnia, al locale e all’abito che si indossa, dato che la circostanza in cui viene di solito consumato è quello oggi così alla moda dell’aperitivo. È talmente legato alle ultime tendenze che tra quelli preferiti dagli intervistati figurano il Cosmopolitan di Sex & the City o i cocktail a base di papaia, ingrediente recentemente sdoganato dai vip dello spettacolo.


I superalcolici, che alcuni degli intervistati hanno dichiarato di consumare occasionalmente in discoteca o in altri momenti di divertimento notturno, sono però nella maggior parte dei casi oggetto di un consumo consapevole. La degustazione, la cultura del prodotto, i giusti abbinamenti, fanno dei superalcolici un mondo adulto basato sulla leva della gratificazione, ma anche dell’individualismo, considerando la prevalenza nella modalità di fruizione solitaria o in
piccolissimi gruppi di “intenditori”.


Insieme ai soft drinks, con i quali noti marchi stanno creando e fidelizzando i propri consumatori di domani, gli energy drink costituiscono il più innovativo trend nei consumi di bevande degli ultimi anni. Rappresentano un nuovo mondo, che sta creando nuovi spazi di consumo e sottraendo a più bevande contemporaneamente quote di mercato.


Ma veniamo al caffè, bevanda tradizionalmente legata all’Italia e ai suoi abitanti. Dall’indagine il suo consumo è risultato tutt’altro che un gesto banale. Gli atti quotidiani che lo riguardano possiedono più i tratti del rituale che del gesto meccanico, rendendolo un momento fortemente simbolico. A casa, al lavoro come al bar quello del caffè è un momento insostituibile, pausa rituale cui partecipa anche chi non lo beve. Una bevanda antica e moderna che resiste e cresce nelle sue modalità tradizionali, ma che non conosce pregiudizi puristi, grazie anche a una scissione costantemente operata fra caffè e caffeina. Rispetto a tutte le altre, dunque, il caffè è risultata la bevanda più trasversale, quella capace di incontrare i gusti e le aspettative di ogni target, quasi in tutti i momenti della giornata.


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