Donne e lavoro: su 100 posti, 85 sono loro

Economia - Lavoro



La notizia, detta così, fa un certo effetto. Fra il 1998 ed il 1999, secondo l´ultimo rapporto del Cnel, l´85 per cento dei nuovi posti di lavoro è stato occupato dalle donne. Un risultato per certi versi, sorprendente, che dimostra come nel mondo del lavoro, a forza di sgomitare, qualche risultato l´universo femminile lo sta ottenendo. Appena un anno prima, infatti, i posti conquistati erano il 67 per cento.

A salire di più sono gli ingegneri-donna, aumentate negli ultimi quattro anni del 90 per cento. Seguono le avvocatesse (27 per cento), le imprenditrici (22 per cento) e le dirigenti (21 per cento in più). Una crescita comunque globale, che ha portato le donne ad aumentare del 60 per cento negli ultimi sette anni il loro peso complessivo nelle imprese. Sul totale degli occupati nel 1999 il 36,4 per cento sono donne (erano il 35,9 per cento l´anno prima). Quasi una donna su due lavora (44 per cento), ma siamo ancora in ritardo rispetto alla media europea (58,1 per cento).

Numeri confortanti, certo. Ma non sono tutte rose. Ci sono anche delle spine, che sono rappresentata dalla minor tutela del lavoro femminile. Il boom, infatti, ha interessato soprattutto il lavoro autonomo ed il part-time. E, come ha spiegato il direttore delle ricerche del Cnel Maria Camusi, spesso il lavoro viene offerto in ruoli dove l´investimento sulla persona è pari allo zero, dove si chiede tanta flessibilità e poca professionalità, dove le donne più che conquistare subiscono.

Insomma cresce il ruolo della donna del mondo del lavoro, ma per loro è ancora molto difficile entrare nei posti che contano davvero (titolari, soci, amministratori). Ce la fa solo una donna su quattro, meno di una su dieci se l´azienda è medio grande. Senza dimenticare il lato oscuro della tutela alla famiglia. Conciliare la vita lavorativa con la famiglia è sempre più difficile, nonostante le novità della legge sui congedi parentali, che tra l´altro estende anche ai padri il permesso di maternità. La trattativa sui tempi della famiglia, vede ancora molte aziende riluttati ad applicare incentivi per valorizzare il valore umano ed aiutare le donne. E voi, come la pensate? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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