Donne e posteggi: tante le iniziative dei piccoli comuni.

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Da Aosta a Barletta, è ai piccoli comuni italiani che va la palma di “gentiluomini” attenti alle esigenze del pubblico femminile. È infatti qui, più che nei grandi centri e nei capoluoghi di regione, che hanno iniziato a prendere vita iniziative rivolte alle donne alle prese con lo stressante problema del parcheggio: un problema che, secondo recenti dati diffusi dall’Istat affligge ben il 42,4 per cento degli italiani.


È quanto emerge da un approfondimento online da oggi sul portale www.parcheggi.it, l’unico sito italiano interamente dedicato al mondo dei parcheggi. La ricerca traccia, da un lato, un’ideale e confortante “mappa” di quei Comuni che, dal Nord al Sud dell’Italia, hanno dimostrato una particolare sensibilità nei confronti del gentil sesso, delle mamme e delle donne in gravidanza, creando diversi progetti; ma evidenzia nel contempo come quest’attenzione manchi, purtroppo, nelle grandi città.


La prima, lodevole iniziativa menzionata nella ricerca di Parcheggi.it è quella relativa ai parcheggi rosa, pensati espressamente per le donne in gravidanza: questi stalli di sosta, delimitati da strisce rosa e contraddistinti da un cartello raffigurante una cicogna accompagnata dall’invito “Diamo la precedenza a chi aspetta”, hanno fatto la loro comparsa nel 2003 a Barletta ed oggi sono presenti anche nelle città di Trani ed Aosta. La posizione di questi posti auto è strategica: essi si trovano infatti davanti agli ospedali, agli uffici pubblici, agli studi di ginecologia e alle farmacie, ovvero in luoghi presumibilmente molto frequentati dalle donne in attesa, e sono stati accolti positivamente dalla cittadinanza. “La città ha risposto bene a questo invito”, ha dichiarato a Parcheggi.it Maria Campese, assessore comunale ai Lavori Pubblici a Barletta. “Notiamo infatti una significativa attenzione da parte degli automobilisti uomini a non usufruire dei parcheggi rosa. Un rispetto forse maggiore se paragonato a quello riservato nell’occupazione di altri tipi di parcheggi dedicati”.


Anche a Rovigo le donne incinte hanno modo di usufruire di un servizio diverso, ma ugualmente innovativo e conveniente. Possono infatti recarsi presso l’ufficio dei vigili urbani, esibire il certificato di gravidanza ed in questo modo ricevere un permesso, contrassegnato da una grande G, che dà loro diritto di parcheggiare un’ora gratis in città.


La ricerca di Parcheggi.it mette in luce anche come, in alcuni casi, le iniziative attuate dai piccoli Comuni non coinvolgano solo le donne, ma la famiglia nel suo complesso, quindi anche i papà ed i nonni, che accompagnano figli o nipoti a scuola. È il caso di Cantù, in cui, già nel 2003, la Civica Amministrazione aveva voluto le aree di sosta dedicate, nell’ambito delle iniziative prese dalla Consulta per le Pari Opportunità: dodici parcheggi liberi, delimitati da strisce bianche, ubicati davanti ad asili, banche e parchi pubblici della città.


In alcune cittadine, rileva Parcheggi.it, le iniziative si tingono di un colore diverso, senza tuttavia cambiare nella sostanza: a Lido di Jesolo, per esempio, la società Jtaca ha dedicato appositi “parcheggi verdi” alle donne sole alla guida, in stato interessante o agli anziani. Questi posti auto sono maggiormente illuminati e più vicini all’uscita rispetto agli altri, in modo da garantire agli utenti una particolare sicurezza.


Ed è proprio quello della sicurezza il fulcro dell’iniziativa Parcheggi rosa nata a Parma: qui, nel 2002, l’indagine Dinamica Donna svolta su un campione di 6.000 donne ha sottolineato come in cima ai desideri del pubblico femminile in tema di parcheggio vi siano quello di una maggiore sorveglianza ed illuminazione sia nei parcheggi scambiatori, sia in quelli coperti. “Da questa indagine, e dalle analisi che sono state fatte, sembra possibile affermare che gli spostamenti della popolazione femminile risultano una quota significativa ed importante nel quadro della mobilità della città di Parma”, afferma Pietro Vignali, assessore comunale alla mobilità. “Allo stesso modo risulta necessario definire una politica di interventi dedicata alla mobilità femminile”. Si è sviluppata dunque l’idea di dedicare un certo numero di stalli alle donne, dislocati su diverse zone della città, scegliendo i posti auto siti in prossimità dell’entrata-uscita pedonale nei parcheggi coperti e quelli vicino alla fermata del bus navetta nei parcheggi scambiatori.


Insomma: la “fotografia” tracciata da Parcheggi.it è per certi aspetti incoraggiante, anche se i casi individuati costituiscono più un’eccezione che una regola. Le grandi città ne escono invece come “grandi assenti”, in cui i parcheggi rosa sembrano una realtà ancora sconosciuta. La città di Roma si è molto avvicinata alla loro istituzione, qualche anno fa, a seguito di una ricerca effettuata dal Moige, che aveva evidenziato come il 95 per cento delle donne con figli e il 99 per cento di quelle in gravidanza avrebbe gradito un parcheggio riservato per vivere una gravidanza ed un puerperio più sereni. L’unico risultato raggiunto fino ad oggi, tuttavia, è consistito nella campagna Mamme sedute in metrò, un’idea promossa l’estate scorsa dal Moige con l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma e Met.Ro Spa. Locandine. Allora pendolini e adesivi invitavano i passeggeri a cedere il posto alle donne in stato di gravidanza con lo slogan : “Lei aspetta, tu che aspetti?”.


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