Donne in divisa

Cultura - Attualità



Qualche settimana fa una notizia ha avuto davvero poco risalto nella stampa italiana. La commissione Difesa del Senato, ha accolto le richieste dei tre vertici delle forze armate - terra, mare e aria - per l´impiego di personale femminile nei reparti di prima linea. Uniche eccezioni: i sommergibili e le unita´ d´incursione. Per il resto tutto va bene. Una vittoria o una sconfitta per le donne italiane? Intanto sono gia´ state preparate le divise che le donne dovranno vestire. Mentre anche le Fiamme Gialle hanno dato un´apertura alle finanziere in gonnella.

Ma le donne vogliono davvero la divisa? Parrebbe di si, secondo un´indagine svolta dall´Eurispes sull´argomento nel 1997. Quasi la meta´ del campione totale (49,3 per cento) ha dichiarato, infatti, di essere favorevole all´impiego delle donne nelle forze armate italiane per tutti i tipi di missione e d´operazione militare (il 25,3 per cento e´ favorevole limitatamente ad alcune funzioni che siano meno pericolose e non propriamente operative mentre i completamente contrari erano il 21,6 per cento). E sono proprio le donne ad esprimere con piu´ forza un giudizio favorevole incondizionato (51,7 per cento contro il 45,5 per cento degli uomini). Piu´ dubbi arrivano dagli uomini, il cui 31,1 per cento e´ favorevole all´ingresso delle donne unicamente con funzioni non del tutto operative e quindi meno pericolose contro il 21,7 per cento delle donne. Desiderio di protezione verso il mondo femminile o piuttosto espressione di poca fiducia nelle capacita´ delle donne di affrontare il rischio ed il pericolo?

Stranamente poi sono i piu´ giovani a pronunciarsi in maniera positiva sull´argomento: mentre infatti gli intervistati sotto i 30 anni che sono favorevoli costituiscono il 52,1 per cento, quelli più anziani rappresentano il 38,9 per cento. Infine l´inclinazione a considerare opportuno l´ingresso delle donne nelle forze armate aumenta con il crescere del livello di scolarizzazione: da una percentuale pari al 36,4 per cento relativa a coloro che hanno un titolo di studio più basso, si passa al 59,2 per cento dei laureati. Insomma: giovani e culturalmente preparati, questo l´identikit dei favorevoli all´introduzione delle donne nell´esercito. E le dirette interessate che ne pensano? Dateci il vostro giudizio nel nostro sondaggio odierno e scrivete il vostro pensiero in message board.


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