Due ruote … non solo per sgommare!

Medicina - Medicina sportiva



Sulla strada spesso fanno paura, te li ritrovi a dieci centimetri di distanza e non vedi nemmeno che faccia hanno dietro la visiera del casco.

Ci sono però dei motociclisti molto particolari, che ogni giorno salvano vite umane. Dove? In Kenya, Tanzania, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Zimbabwe, Gambia e tanti altri paesi dell’Africa poverissima, dove raggiungere un ospedale significa impiegare dai tre ai quattro giorni di marcia o poter disporre del denaro per un taxi.



Nel 1996 nasce Riders for Health, un’organizzazione non governativa e no profit fondata da Barry Coleman, dalla moglie Andrea e dal pilota Randy Mamola. I tre, durante alcuni viaggi in Africa, notarono che molte moto non venivano più utilizzate per mancanza di manutenzione o di parti di ricambio; si attivarono quindi per raccogliere fondi e per rimettere in carreggiata questi preziosi mezzi di trasporto.

Risultato? Da allora le “moto ambulanze” percorrono in lungo e in largo le strade non asfaltate del continente nero e ogni medico o infermiere delle zone rurali ha in dotazione un’affidabile moto con o senza sidecar.

L’associazione, pur avendo sede in Gran Bretagna, svolge in Africa la maggior parte del suo lavoro: prepara i meccanici in modo che la manutenzione delle moto sia preventiva ed efficace, istruisce i “piloti” che non di rado sono medici donne. Molte zone rurali possono ora contare su un tipo di assistenza rapida e professionale, alleggerendo la dipendenza dagli aiuti internazionali.



E allora, per questo Natale, facciamo una donazione un po’ diversa? Attraverso il sito www.riders.org è possibile dare il proprio contributo, anche di pochi euro.




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