Economia: come ti spenno il correntista.

Economia - Banca



I soldi? Meglio tenerli sotto al cuscino. E non è solo una semplice battuta. Complici anche gli ultimi scandali finanziari (Cirio, Parmalat) la fiducia nelle banche pare ormai essere scesa ai minimi storici. E a ragione, visto la scomparsa dei conti “a costo zero” . Insomma, tenere i soldi in banca, oltre a non essere più remunerato, è diventato un costo, e non da poco.



Secondo la Banca d’Italia, nel corso del 2003 gli istituti di credito hanno fatto segnare rincari pari al 9,1%, ma anche il 2004 non è certo partito col piede giusto, anzi. “Da gennaio la media degli aumenti è del 10% - spiega Paolo Landi, dell’associazione di consumatori Adiconsum -. Le banche riversano sui clienti i mancati introiti dell’intermediazione dei titoli di Borsa”. Secondo un’inchiesta del settimanale economico “Il Mondo”, negli ultimi mesi i costi dei conti corrente sono aumentati di ben il 23%.



Qualche esempio? Il costo medio delle operazioni, come un ritiro di contanti allo sportello, ha raggiunto i 2 euro, il tasso d’interesse a carico del cliente in caso di scoperti è salito al 0,5%, la spesa di tenuta del conto corrente e quelle fisse per i depositi a risparmio con l’inizio del nuovo anno sono salite anche sino a 29 euro al trimestre.



Tanti costi in più, quindi, ma soprattutto nessun interesse. Con il tasso ufficiale di sconto della Banca centrale europea al 2% e i Bot che rendono attorno al 2% lordo, è inutile aspettarsi che la banca remuneri la liquidità come fosse un tipo d’investimento. Risultato? La raccolta bancaria, ovvero il complesso dei depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito e obbligazioni, nel mese di dicembre è calata del 17,2% (contro un +3,1% a novembre). E la variazione a 12 mesi è stata del 2,2%, con un brusco stop rispetto al 4,6% di novembre.



Soluzioni? Una potrebbe essere quella di rivolgersi a servizi bancari concorrenziali (tenendo presente che anche chiudere un conto è molto oneroso), come quello offerto dalle Poste Italiane, che ha costi minori rispetto a quelli degli istituti di credito tradizionali (0,52 euro ad operazione). Anche se dal lato investimento i rischi non mancano. Chi ha investito nel bond postale “Doppio centro”, scaduto lo scorso ottobre, si è visto ritornare indietro i soldi senza interessi (che avrebbero incassato con un tranquillo Btp) e decurtati dall’inflazione.


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