Elezioni usa 2012: barack obama alla casa bianca per altri 4 anni

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BARACK OBAMA ANCORA PRESIDENTE

BARACK OBAMA ANCORA PRESIDENTE


 

 

L´importanza che riveste l´elezione del presidente degli Stati Uniti è indubbiamente enorme: tutto il mondo è rimasto con il fiato sospeso e le orecchie tese, in attesa di sapere chi avrebbe ricoperto la posizione più potente del pianeta, alla guida della nazione più influente, autorevole e militarmente dotata.

 

 

Ha vinto, ormai lo sanno anche i sassi, Barack Obama, confermato per altri quattro anni, a spese, seppur di misura e nonostante i 9 milioni di voti in meno rispetto a quattro anni fa, del candidato repubblicano Mitt Rommey. E la macchina mediatica non si è limitata a vivisezionare i risvolti politici e storici della vicenda, ma non si è lasciata sfuggire gli aspetti più umani della stessa, come le pubbliche dichiarazioni d´amore del presidente alla moglie Michelle, Non ti ho mai amato così tanto, le tenere frasi rivolte alle figlie Malia e Sasha o i riferimenti al cane di famiglia Bo, regalo di Obama alle figlie dopo la vittoriosa campagna presidenziale del 2008.

 

 



LA FOTO PIU CONDIVISA NELLA STORIA DEI SOCIAL NETWORK

LA FOTO PIU CONDIVISA NELLA STORIA DEI SOCIAL NETWORK


 

 

Per gli esegeti del web, l´immagine sarebbe stata catturata a Dubuque, nello Iowa, al termine di un comizio il 15 agosto scorso e dovrebbe essere stata divulgata per prima dall´agenzia France Press. L´abbraccio fra Obama e la sempre più fenomeno mediatico Michelle ha stracciato nel giro di poche ore il record di immagine più twittata nella storia dei social network: il conto aggiornato ad oggi sfiora le cinquecentomila condivisioni, ma quando leggerete questo articolo questo numero, in continuo aumento, sarà probabilmente molto superiore. E così quell´immagine che ha ormai fatto il giro del mondo, si è trasformata nell´icona mediatica di questa rielezione.

 

 



IL PRESIDENTE 

IL PRESIDENTE 


 

 

Barack Obama, di padre keniota  e di madre originaria del Kansas, nasce ad Honolulu, nelle Isole Hawaii nel 1961. Quando il piccolo Barack aveva due anni, i genitori si separano, il padre Barack Sr. si trasferisce prima ad Harvard per terminare i suoi studi e successivamente fa ritorno in Kenya, senza più rivedere il figlio fino alla morte, avvenuta precocemente nel 1982. Da subito cittadino del mondo, segue la madre Ann a Giakarta quando questa sposa in seconde nozze il professore universitario indonesiano Lolo Soetoro e nell´arcipelago asiatico nasce sua sorella Maya.

 

A dieci anni torna ad Honolulu dai nonni materni ed inizia una brillante carriera scolastica che lo vedrà laureato in scienze politiche alla Columbia University, con specializzazione in relazioni internazionali. Dopo varie esperienze lavorative in seguito alle quali sposta la sua base operativa a Chicago, torna ad Harvard per specializzarsi in giurisprudenza.

 

Il suo impegno sociale e civile nei quartieri disagiati della capitale dell´Illinois e il suo impegno in organizzazioni no profit per difendere il diritto di voto e di istruzione, gli danno una certa notorietà, tanto da renderlo, nel 1990, il primo americano di colore a dirigere la prestigiosa  Harward Law Review.  In quegli anni di pratica legale, conosce Michelle Robinson, avvocato anch´essa, che sposa nel 1992. L´anno successivo ottiene la cattedra di Diritto Costituzionale all´università di Chicago e scrive un libro di grande successo intitolato Dreams from my Father in cui parla della sua esperienza di afroamericano cresciuto in una famiglia bianca del tipico ceto medio statunitense.

 

Nel 2004 viene eletto senatore per il partito democratico. Il resto è storia, con le primarie del 2008 vinte di una incollatura ai danni di Hillary Clinton e la successiva trionfale elezione a presidente a spese di John McCain.

 

 



LA SFIDA PER IL FUTURO 

LA SFIDA PER IL FUTURO 


 

 

Difficile dire quale sia stato il fattore decisivo che ha portato alla conferma di Obama alla Casa Bianca. Certamente il voto delle minoranze, afroamericani ed hispanitos, che hanno sostenuto in massa il presidente uscente, ha avuto un peso decisivo, come è chiaro che l´ago della bilancia sia stata la vittoria in Ohio, stato storicamente indeciso che ha garantito ad Obama il numero di delegati sufficiente a vincere.

 

Certo è invece il fatto che gli Stati Uniti, come del resto tutto l´occidente, stiano attraversando un periodo difficile, dove il problema sociale, del lavoro e della povertà sono sentiti fortemente. Non a caso lo sconfitto Rommey, come peraltro comune nella saldissima tradizione americana di attaccamento alla nazione sempre anteposto agli interessi di partito, una tradizione che sarebbe utilissimo esportare anche in Italia, ha subito augurato ogni bene al vincitore per l´interesse superiore del paese. 

Le prime parole del presidente rieletto sono state: Altri quattro anni, il meglio deve ancora venire. Speriamo sia vero. Per il bene di tutti.



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