Elizabethtown, quando il viaggio della vita prende una direzione imprevista

Cinema - Film



Esce domani nelle sale cinematografiche italiane l’ultimo lavoro di Cameron Crowe. Elizabethtown, questo il titolo del film, è una favola comica e ottimista, che affronta il tema della vita e della morte in maniera intensa e sorprendente.


“Come si fa a dire addio a qualcuno che a malapena salutavi?”. Per rispondere a questa domanda e dare forma alle emozioni provate in occasione dell’improvvisa scomparsa del padre, il regista Cameron Crowe, che nel 2000 ha vinto un Oscar per la migliore sceneggiatura originale di Quasi famosi, porta sullo schermo le vicende di un disegnatore di scarpe dell’Oregon, che impara a conoscere e ad apprezzare la propria famiglia soltanto dopo la morte del genitore.


Il giovane Drew Baylor ha causato un’ingente perdita di denaro alla società per cui lavora, in seguito al totale fallimento del suo ultimo modello di scarpa sportiva. Mentre medita il suicidio e tenta di attuarlo, una telefonata della sorella e della madre lo distoglie dai suoi piani per informarlo che il padre è morto dall’altra parte del continente. La madre lo incarica di recarsi nel Kentucky per recuperare la salma e riportarla a casa, a Portland, nell’Oregon. Inizia così un viaggio che gli cambierà la vita, facendogli riscoprire se stesso e i propri affetti dimenticati, ma facendogli soprattutto incontrare quella che Crowe definisce la “messaggera dell’amore” del film, Claire Colburn, un’assistente di volo la cui missione sembra essere aiutare chi si trova nei guai.


“Dopo Quasi famosi”, spiega il regista, “in molti mi hanno chiesto notizie di mio padre, volevano sapere che tipo fosse. Avevo scritto un racconto su di lui intitolato My Father’s Highway. Era uno dei miei preferiti, anche se continuavo a tenerlo in un cassetto della scrivania. Poi, un giorno…”. Era l’estate del 2002, poco tempo dopo l’uscita di Vanilla Sky, e Crowe accompagnava la moglie Nancy Wilson in tournée con il gruppo rock degli Heart. Attraversando il Kentucky, rimase colpito dalla struggente bellezza del paesaggio. L’ultima volta che gli era capitato di vedere quelle che chiama “le colline blu elettrico” era stato di ritorno dal funerale del padre nel 1989. Quella fu l’ispirazione che attendeva. Il regista ricorda: “Abbandonai la tournée, presi un’auto a noleggio, iniziai a vagare senza meta in tutto il Kentucky e scrissi di getto tutta la sceneggiatura”. Da questo lavoro introspettivo, faticoso ed emozionante, Crowe ha ricavato una storia ricca di personaggi vivaci e una descrizione intensa di ciò che possono significare la vita, la perdita e il bisogno di motivazioni nell’America di oggi. “Mi è sempre piaciuto raccontare storie di fallimenti, con un personaggio che si riscatta per la sua grande capacità di amare. Nei miei film ci sono sempre figure del genere, perché a mio parere rappresentano gli eroi moderni. Anche se la loro esistenza è costellata di insuccessi, reagiscono con rabbia e non si arrendono, convinti che ciò che conta sia continuare a vivere ed essere ottimisti. D’altra parte, l’alternativa è molto più cupa e di certo non altrettanto divertente”.


Azzeccata come sempre la colonna sonora ed ottima la scelta del cast. Accompagna il protagonista nel suo viaggio un paesaggio musicale che coniuga roots music americana moderna e una raccolta di brani che Crowe stesso ha definito Great American Radio Station, in ricordo dell’ispirata libertà e dell’eclettismo autentico dei giorni felici della radio degli anni ’60 e ’70, in cui la musica veniva spesso celebrata in tutte le sue varie forme e ere, messe di solito una accanto all’altra senza soluzione di continuità. Ci sono canzoni inedite di Tom Petty, Lindsey Buckingham e dei My Morning Jacket e musiche di Elton John, Ryan Adams, Patty Griffin e la registrazione del tema musicale originale degli I Nine, artisti della J Records, Same In Any Language, inciso come primo singolo dell’album.


Sullo schermo vedremo nei panni di Drew Orlando Bloom, mentre Kirsten Dunst interpreterà l’hostess appassionata Claire Colburn e la bravissima Susan Sarandon regalerà energia e realismo al personaggio della madre di Drew. Accanto a loro Judy Greer nel ruolo di Heather (sorella di Drew), Alec Baldwin che interpreta Phil, il capo di Drew alla Mercury Shoes, e Bruce McGill, a cui è stato assegnato il ruolo di Bill Banyon, un vecchio amico di Mitch Baylor di dubbia onestà.


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