Estate 2005: vince il turimo “mordi e fuggi”.

Viaggi - Feste e Ricorrenze



“I risultati sull’andamento dell’estate turistica assomigliano più ad un bollettino sanitario sullo stato di salute precario di un malato, che allo sviluppo del principale settore economico del Paese”. Con questo amaro commento il Presidente della Federalberghi-Confturismo Bernabò Bocca ha introdotto la presentazione dei dati riguardanti il turismo estivo in Italia.


Un’estate, dunque, quella del 2005, che ha registrato un forte calo di presenze innanzitutto nelle regioni italiane bagnate dal mare, dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna e alla Calabria, dove rispetto allo scorso anno il numero di turisti è diminuito del 25 per cento (secondo le rilevazioni del Sib - Sindacato italiano balneari).


A scoraggiare i turisti sono intervenuti molteplici fattori: il maltempo e le temperature inferiori alla media stagionale, ma soprattutto l’effetto prezzi alti, che si è fatto ha influito pesantemente sul turismo balneare. Viaggi e vacanze sono aumentati del 10 per cento rispetto al 2004, mentre negli stabilimenti il costo del lettino è salito del 6 per cento e quello dell´ombrellone addirittura del 12,6 per cento.


Secondo i dati raccolti da Federalberghi tra le proprie 126 Associazioni Albergatori disseminate sull’intero territorio nazionale, gli italiani hanno fatto vacanza in un numero sicuramente maggiore rispetto alle previsioni (almeno il 50 per cento), ma hanno avuto a disposizione una minor capacità di spesa ed hanno così optato, in molti casi, per il cosiddetto “turismo mordi e fuggi”: al mare si trascorrono solo i weekend, quando gli stabilimenti balneari si riempiono, rimanendo invece semivuoti durante i giorni feriali. Hanno fatto concorrenza ai pacchetti turistici nelle località balneari italiane i soggiorni all’estero (Tunisia e Croazia in particolare), anche più del 30-35 per cento più economici.


Tale fenomeno ha prodotto un minor numero di pernottamenti alberghieri, periodi di soggiorno continuativo più brevi (8/10 giorni rispetto ai 12 giorni previsti ad inizio estate), un taglio della quantità di servizi richiesti (meno pensioni complete, meno consumazioni al bar, meno extra a tavola), un calo del fatturato (stimabile almeno in 1 miliardo di euro).


A “snobbare” il Belpaese sono stati quest’estate anche i turisti stranieri, con un calo vertiginoso della clientela tedesca, che da sola rappresentava il 33 per cento dei pernottamenti alberghieri degli stranieri in Italia, mentre qualche segnale di ripresa si è registrato sul fronte delle presenze di francesi, inglesi, belgi e dell’intera area del Nord Europa.


Tra le tipologie turistiche, quelle che sembrano aver sofferto meno sono state le città d’arte, con Roma in cima alla classifica, mentre le località sui laghi hanno visto una tenuta degli italiani ed una flessione sempre dei tedeschi. Le località di montagna, infine, hanno sofferto la minor capacità di spesa degli italiani ed il calo dei tedeschi, compensato in parte da un maggior numero di turisti dal Nord Europa.


A commento dei dati raccolti Bernabò Bocca ha ricordato come l’Italia non abbia più da quasi quindici anni il Ministero del Turismo, nonostante più della metà dei suoi abitanti sia propenso alla sua reintroduzione. Secondo Bocca il nostro Paese dovrebbe dare attuazione ai cosiddetti “Buoni Vacanza”, previsti nella Legge Quadro sul Turismo del 2001 e volti a favorire le vacanze delle famiglie. Tra i provvedimenti urgenti di cui l’Italia necessiterebbe, secondo il presidente della Federalberghi, rientra infine la possibilità per le imprese turistiche di accedere ad un credito bancario turistico agevolato all’1 per cento, come accade in altri Paesi, per accelerare quelle opere di ristrutturazione ed ammodernamento che consentano, pur in una fase recessiva, di adeguare sempre meglio le nostre strutture.


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