Estetica: il ritorno del silicone?

Medicina - Attualità



Silicone sì o silicone no? La Food and drug administration, l’ente americano incaricato di valutare la sicurezza di farmaci e apparecchiature mediche starebbe decidendo sulla concessione di autorizzazione per la riammissione in commercio delle protesi al silicone, già bocciate nel ’92. Ma con un’importante controindicazione: tre volte su quattro le protesi finiscono per rompersi entro 10 anni, costringendo ad una nuova operazione.



Gli interventi al seno (mastoplastica) sono, in assoluto, tra i più richiesti nella chirurgia plastica estetica. In Italia se ne sono realizzati, con varie tecniche, ben 25 mila l’anno scorso. Il 15% degli interventi riguardava l’aumento del seno, il 5% la riduzione. La tecnica più nota per questa operazione, introdotta già nel 1964, richiede appunto l’utilizzo di protesi in gel di silicone. Negli anni questa tecnica si è evoluta, ma una decina di anni fa ne venne vietata la vendita nel mercato statunitense ed europeo per timore che potessero far aumentare l’incidenza di tumori mammari e malattie autoimmuni.



Dopo nuovi studi, l’uso di protesi in gel di silicone è stato nuovamente consentito in Europa a partire dal ‘98 e nella maggior parte del mondo, mentre negli Stati Uniti è ancora strettamente regolato dalla Fda e può al momento avvenire soltanto nell´ambito di studi clinici monitorati. Solo negli ultimi tempi l’ente americano ha deciso di rivedere la possibilità di reintrodurre il silicone, la cui limitata durata nel tempo avrebbe avuto, in ogni caso, il vantaggio di aumentare la regolarità dei controlli con risonanza magnetica per verificare la tenuta delle protesi da parte delle donne.



Il ritorno del silicone, è comunque visto di buon occhio dai chirurgi estetici italiani. “Sono le migliori protesi per qualità, morbidezza e tenuta – spiega Marzia Salgarello, chirurgo plastico al Policlinico Gemelli di Roma -. Quelle di terza generazione hanno oltretutto un rendimento di gran lunga superiore rispetto a quelle di 7-10 anni fa. Non ci sono dati in base ai quali supporre una rottura entro 10 anni. Inoltre, anche se questa avviene, non è un episodio grave. Succede semplicemente che la capsula cede. Il silicone però non fuoriesce, non va in circolo perché oggi la gelatina di cui è composto è molto più compatta”. “Non ci sono alternative soddisfacenti sul piano di sicurezza e risultato”, conferma anche Pierluigi Santi, presidente della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica.


Tag:


Presente in:

Medicina - Attualità

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)