Eurispes traccia l’identikit dei ragazzi italiani

Cultura - Attualità



In 850 pagine Eurispes e il telefono Azzurro hanno steso il terzo rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, presentato recentemente a Roma.
Settemila questionari distribuiti in 150 scuole italiane hanno permesso di fotografare comportamenti, atteggiamenti e tendenze dei nostri figli.


Quella che emerge è una realtà complessa, ricca di sfaccettature e non priva di dati positivi. La maggioranza degli interpellati si dichiara felice e vede “rosa” il futuro, con un lavoro “importante”.



Gli italiani under 30 sono dei “mammoni”, rimangono a vivere con i genitori fin oltre la laurea, anche se, fin da quando frequentano le elementari, sono abituati a gestire la paghetta settimanale. Che per il 43 per cento dei bambini fra i sette e gli undici anni è inferiore a cinque euro, per il 14,4 per cento oscilla dai sei ai dieci euro e per il 5 per cento può addirittura superare i venti euro. La propensione a spenderla, anziché metterla da parte, cresce con l’età e spostandosi da Sud a Nord: un adolescente su due spende i soldi con gli amici, e uno su quattro li investe in cd e musicassette.


Ma l’autonomia che regaliamo ai nostri figli non si ferma qui. Già alle elementari a tre bambini su dieci vengono affidate le chiavi di casa, mentre ai 14 anni la percentuale supera la metà del campione preso in considerazione dall’Eurispes.
I minorenni italiani amano la tecnologia (sono esperti navigatori di internet, frequentano le chat online, comunicano con sms ed e-mail), ma anche la lettura, in cui superano i genitori (leggono il doppio degli adulti).


Solo un’esigua minoranza è impegnata in politica (due su cento): a quella “ufficiale”, mediata dai partiti, tutti preferiscono le manifestazioni di piazza a favore dei problemi ambientali e del Sud. Il sesso è, per i nostri giovani, un mondo che non nasconde misteri: un quinto degli adolescenti riferisce di aver avuto un rapporto sessuale completo e nella metà dei casi ha usato il preservativo, ritenuto il sistema più sicuro per prevenire malattie a trasmissione sessuale. Fonte di informazione in materia sono i genitori solo per le ragazze, mentre per maschi e femmine prevale la confidenza con gli amici (54,6 per cento).


Tra i desideri più ambiti rimane il matrimonio, sogno dell’84 per cento degli intervistati, ma soprattutto la possibilità di essere ascoltati dagli adulti. “Nessuno mi dà retta” è stata la frase più ripetuta tra le testimonianze raccolte. Lo pensa un bambino su due, convinto che la propria opinione non conti molto agli occhi dei genitori.


Ma vi è un dato ancor più allarmante: nonostante sia diminuita la delinquenza minorile nell’ultimo biennio, un numero crescente di ragazzi tra i 14 e i 18 anni esibisce nuove forme di violenza all’interno della famiglia e della scuola, comunemente riconoscibili in atti di vandalismo, violenza negli stadi, aggressioni razziali, sassi dal cavalcavia, baby gang, violenze sessuali. Il 41 per cento dei bambini e il 46,6 per cento degli adolescenti ha minacciato o picchiato qualcuno. Inoltre il 30,7 per cento dei più piccoli e il 33,5 per cento dei ragazzi sostiene che nella propria scuola si verificano atti di prepotenza e in molti casi anche violenze fisiche. Un ultimo aspetto del disagio è costituito dall’attrazione verso comportamenti rischiosi per soddisfare il desiderio di vivere sensazioni forti: rapporti sessuali non protetti, guida pericolosa, gioco d’azzardo. Queste condotte sono sostenute da un ingiustificato ottimismo, dalla convinzione di essere immuni dal pericolo, e dall’egocentrismo tipico dell’età.



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