Euro: siete pronti per la moneta europea?

Economia - Lavoro



Mancano poco meno di sei mesi al fatidico anno zero dell´euro. Ovvero al momento in cui la moneta unica europea entrerà nelle nostre tasche e nei nostri borsellini. Ma di conti alla rovescia non si vede ancora nessun segnale. Anzi, le preoccupazioni aumentano di giorno in giorno. Saremo preparati? Cosa cambierà nella nostra vita quotidiana? Quanto rischiamo di venire imbrogliati? Per quello che è stata definita la più grande impresa logistica in Europa dallo sbarco in Normandia le incertezze non mancano.



Dal primo gennaio 2002, come noto, verranno distribuite nei 12 paesi della comunità aderenti (hanno rinunciato, per ora, all´euro, Gran Bretagna, Danimarca e Svezia) ben 600 miliardi di banconote e monete in euro, pari a 1 milione e 150 miliardi di lire. Per due mesi potranno circolare sia le vecchie valute nazionali che quelle nuove (ma assegni e bonifici dovranno essere fatti solo in euro) e già questo è un primo elemento di perplessità. Due mesi passano in fretta, riusciranno tutti i cittadini europei ad abituarsi? E´ stato calcolato, ad esempio, che ogni pagamento richiederà a ciascuno di noi almeno trenta secondi in più per le operazioni mentali di cambio. Con la previsione di file chilometriche alle casse.




Ma non sarà l´unico problema. Aziende e negozi dovranno trasformare in tempo utile i loro prezzi e tutta la contabilità, ma anche per i semplici cittadini, soprattutto italiani, nascerà un nuovo problema. La banconota più bassa sarà quella da 5 euro, poco meno di 10 mila lire, mentre le monete andranno dal centesimo (circa 20 lire) sino ai 2 euro (quasi 4 mila lire). Addio quindi alle vecchie mille lire e cinquemila lire di carta, col risultato che le nostre tasche saranno zeppe di monete e monetine. Tanto che qualcuno ipotizza che dovremo sostituire il comune portafoglio con un più capiente portamonete o con il borsellino a tracolla dei vecchi tempi.




Anche i rischi di aumento dei prezzi sono dietro l´angolo. Sarà difficile, infatti, sfuggire alla tentazione dell´arrotondamento in eccesso invece che in effetto. Essendo il rapporto di conversione di 1.936,27 lire per un euro, un caffè, ad esempio, dovrebbe costare 0,7747 euro, ma c´è chi ipotizza che qualcuno faccia il furbo vendendolo a 0,8 euro, guadagnandoci quindi quasi 60 lire. Non male, considerando il prezzo basso. Ma che avverrà per beni di valore più alto? Sei mesi e lo sapremo.



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