Eutanasia: si riapre il dibattito in italia

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Il caso è della scorsa settimana. Ezio Forzatti, l´uomo che il 21 giugno del 1998, minacciando con una pistola (scarica) il personale della Rianimazione dell´Ospedale di Monza, ha staccato il respiratore alla moglie, gravemente malata e in coma, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi per omicidio volontario e premeditato. Una sentenza pesante, che Forzatti ha commentato così: Sconterò la pena come se fosse un lutto.

Ma questa storia di amore estremo, finita malissimo, ha fatto riaccendere subito in Italia il dibattito sull´eutanasia, sulla dolce morte. E´ giusto mantenere in vita una persona al di là di ogni considerazione morale? Una domanda che si è posto anche il neoministro della Sanità, l´oncologo Umberto Veronesi, che ha chiesto già qualche giorno prima della sentenza al Comitato nazionale di Bioetica di occuparsi del problema dell´eutanasia auspicando una soluzione per questi morti viventi.

Intanto uno dei più noti assertori dell´eutanasia, il dottore Jack Kevorkian, chiamato il dottor morte e responsabile di 48 casi di eutanasia dal 1990 al 1997, dall´aprile scorso è in carcere. Lo ha condannato a 10 anni di reclusione un tribunale del Michigan per aver effettuato un´iniezione letale su di un uomo sofferente, la cui morte è stata mostrata nel programma tivù 60 Minutes. In America i sostenitori dell´eutanasia sono già moltissimi, tanto che a gennaio una tivù via cavo dell´Oregon ha deciso di mandare in onda un programma dal titolo Final Exit, ovvero il manuale in video per una morte dolce.

Sono solo due i casi in cui lo stato ha consentito la dolce morte. La Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso di Nancy Cruzan del 1990 e la massima magistratura inglese nel caso di Tony Bland del 1993, che hanno ordinato l´interruzione dell´alimentazione e dell´idratazione in pazienti in stato vegetativo. Mancano cifre precise ma in Italia dovrebbero esserci alcune centinaia di persone in stato vegetativo permanente. Sono persone - ha spiegato Veronesi in un intervista a Repubblica - che non hanno in pratica nessuna possibilità di riprendersi. I casi di risveglio dal coma, trascorsi dodici mesi dal trauma, si contano, nella letteratura internazionale, sulle dita delle mani.

Intanto il Museo delle Scienze di Londra ha appena acquistato, spendendo appena mille sterline (meno di tre milioni di lire) con l´obiettivo di metterla in mostra, la prima macchina per l´eutanasia, inventata dal medico australiano Philip Nitschke. Si tratta di un computer portatile collegato ad una siringa con l´iniezione letale. Sei sicuro di quello che stai facendo?, è la scritta sullo schermo. Sei davvero sicuro?, chiede la macchina per la seconda volta. A questo punto basta una pressione sulla barra spaziatrice. Una sola. Nelle vene viene immessa una dose massiccia di Nembutal, la droga che ha tolto la vita a Marilyn Monroe e Judy Garland. Trenta secondi, e la persona cade in un sonno profondo. Sempre più profondo. Fino a quando, cinque minuti dopo, arriva la morte.

E voi, siete favorevoli o contrari all´eutanasia? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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