Famiglia: l’esempio francese

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Conciliare famiglia e lavoro? Il grande dilemma di tutte le donne ha trovato nella legislazione francese un esempio da imitare. Ovvero un piano di aiuti statali che non ha paragone in nessun altro paese dell’Unione europea (e forse anche nel mondo). Che a partire dal 2004 (approvato lo scorso aprile) riceverà addirittura ulteriori sostegni. E non è caso che proprio la Francia abbia oggi la più alta natalità del Vecchio continente (1,9 bambini per donna) insieme alla più alta percentuale di donne (e madri) che lavorano.



Il “piano famiglia”, voluto dal primo ministro Jean-Pierre Raffarin e annunciato dal ministro delegato per la famiglia Christian Jacob, prevede un “premio bambino” una tantum di 800 euro, che verrà versato uno o due mesi prima della nascita, per far fronte alle prime spese. Alla nascita del pargolo e sino al raggiungimento dei suoi 3 anni di età, saranno assegnati contributi mensili variabili dai 160 euro ai 500 euro, a seconda delle fasce di reddito. Inoltre, tutti i padri e le madri che chiederanno il “congedo parentale” per accudire i figli, riceveranno un ulteriore contributo di 340 euro per compensare la “pausa professione” non retribuita. E ancora: sgravi fiscali alle aziende che investiranno in servizi a favore delle famiglie, creazione di 20 mila nuovi posti negli asili nido pubblici e incentivi per favorire il rientro delle madri al lavoro.




Una mole di iniziative davvero impressionante, che costerà allo stato francese non meno di un miliardo di euro per i prossimi quattro anni. Anche se da qualche parte sono arrivate perplessità su come possa un paese che vanta già un deficit pubblico intorno al 3,5 per cento ed una spesa sociale ormai fuori controllo, far fronte a tutte queste nuove spese. Critiche cui il ministro Jacob ha risposto così: “A lungo termine la vitalità demografica potrà contribuire al finanziamento delle pensioni. A breve termine si sostengono i consumi”. Insomma, una ricetta magica per risolvere in un colo solo anche il problema della previdenza e della ripresa economica.



E in Italia? La situazione degli aiuti alle famiglie, a confronto con il fulgido esempio dei cugini d’oltralpe, è francamente abbastanza deludente. Quest’anno debutta la nuova detrazione fiscale di 516 euro per ogni figlio a carico, a patto però che il reddito non superi quota 36.151,55 euro (se il figlio è unico), 41.316,55 euro con due figli e 46,481,12 euro se i figli sono tre. Per le famiglie con reddito basso sono previsti assegni familiari, ma le cifre sono modeste. Infine ci sono iniziative regionali per famiglie poco agiate. Pessima la situazione sul fronte asili nido (anche se sono stati promessi aumenti dell’offerta sia pubblica che privata), così come nel reintegro delle neo-mamme sul posto di lavoro. Risultato? Una donna in Italia prima di mettere al mondo dei figli ci pensa non due, ma tre volte.



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