Famiglia: reportage tra le pareti di casa

Società - Famiglia



Come vivono le famiglie italiane di oggi? Quali sono i loro sogni e i loro desideri? Quali i problemi che devono affrontare quotidianamente? Un buon punto di partenza per cercare di decifrare l’enigma famiglia arriva da un bel libro scritto dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Di Stefano. Un vero e proprio reportage sulla famiglia di oggi, capace di offrire più risposte e spunti di riflessione di qualsiasi sondaggio.



Tratto da una breve inchiesta svolta tra marzo e aprile del 2001 e pubblicata a puntate sul Corriere, con lo scopo di raccontare all’indomani della tragedia di Novi Ligure il malessere che affligge le famiglie italiane, “La famiglia in bilico” (Feltrinelli, 148 pagine, 9,30 euro) completa quei resoconti, aggiungendo nuove interviste ed ampliando il materiale già esistente. Dalle sei famiglie intervistate da Di Stefano sul quotidiano, si passa a dieci, “perché – spiega l’autore - il quadro fosse più completo sul piano culturale e geografico”.



Quello che ne esce è un ritratto a tutto tondo della famiglia italiana che, saggiamente, Di Stefano lascia che si racconti da sé, senza intervenire con giudizi o pretese moralistiche. Entriamo così nella casa della famiglia Coral di Roveredo in Piano , “prolungamento residenziale di Pordenone”, o in quella dei Martinez, che abitano a Carini, paesino sul mare tra Palermo e Trapani.



Il viaggio prosegue poi tra Milano e Bari, Roma e Napoli, tra metropoli e periferie, famiglie benestanti e famiglie disastrate, svelando a poco a poco un quadro che è perfettamente riassunto dal titolo del libro: famiglie in bilico, con padri e madri spesso assenti perché impegnati a mantenere la famiglia, e figli disillusi, dove la distanza fra generazioni è spesso misurata dalla televisione e dai cellulari (onnipresenti, anche fra i giovanissimi).



Il grande pregio del libro di Di Stefano, come spiega anche nella bella prefazione Adriano Sofri, è che “le sue famiglie si rivelano a se stesse – si prendono di sorpresa, reciprocamente, madri e figli, padri e figlie – mentre si raccontano a lui. Grazie alla sua presenza. Dicono cose che non avrebbero detto, neanche pensato, se lui non fosse lì. E lui sceglie, dalle cose che dicono, dai gesti, gli sguardi. Le persone si conoscono mentre si raccontano”.




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