Famiglia: siamo tutti un po’ simpsons

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Il papà ideale dei teenager italiani? E’ Homer Simpson, il maldestro e fannullone capofamiglia del cartone animato firmato da Matt Groening. Lo dice uno studio dell’Università di Trieste. E la stressa similitudine tra lo stile di vita dei Simpsons con le famiglie italiche è confermato anche dalla mostra-evento organizzata qualche settimane fa in Toscana dedicata interamente a questa strampalata famiglia, ormai non troppo virtuale. “La città dei Simpsons”, che ha visto la partecipazione di docenti universitari, linguisti, massmediologi, sociologi e medici, ha dimostrato ampiamente con una serie di convegni “ad hoc” il parallelo esistente tra Homer, Marge e i figli Bart, Lisa e Magge con le famiglie di casa nostra. Un confronto fatto attraverso incontri dal titolo “I Simpsons a tavola: modelli di alimentazione nell’immaginario dei giovani” con l’obiettivo di capire quanto questo modello di famiglia, pur proveniente dal mercato americano, sia molto simile al nostro.



“Drogati” di televisione e di cibo spazzatura – il “junkie food” che è la prima causa dell’aumento dell’obesità negli Stati Uniti. Noi come i Simpsons. “Gli stili di vita e le abitudini alimentari stanno peggiorando – ha detto Loris Moroni, direttore dell’Unità operativa di educazione alla salute dell’Asl 11 di Empoli -. Il cibo è legato ai tempi, alle mode e alle nevrosi. Basta vedere i Simpsons a tavola per osservare le nostre cattive abitudini. Come loro anche noi guardiamo troppa televisione, usiamo troppo il telefonino, mangiamo senza orario e soprattutto ignoriamo le regole”. Similitudini che continuano anche sotto l’aspetto culturale. “Ascoltate Homer come si esprime – conferma Andrea Spini, docente di sociologia all’Università di Firenze – ha un linguaggio semplice, identico a quello di un bambino, per immagini, televisivo. Come sta accadendo oggi in Italia sul modello americano. Homer è anche una tuta blu, un operaio. Eppure non ha rivendicazioni se non quelle di avere altri oggetti da acquistare. Comprare è la sua filosofia, consumare il suo credo. E allora guardatevi intorno. Quanti Homer avete incontrato oggi?”. Una duplicazione che si ripercuote anche nel grande successo che i Simpsons, eletti dalla rivista “Time” nel ’99 “miglior show televisivo del 20imo secolo”, stanno ottenendo in Italia. Che conferma questa totale identificazione. Nati nel 1987 (ma il primo episodio andò in onda nel ’90) da un’idea di Matt Groening - che oggi ha lasciato la sua creazione interamente in mano alla Fox Television -, i Simpsons sono ormai giunti alla tredicesima serie, con circa 300 episodi prodotti. Il fatturato della vendita di merchandising e oggetti ispirati a Bart e famiglia in Italia è stato di 70 milioni di euro dal ’98 al 2001, di questi 15 milioni solo per il cibo (biscotti, merendine, caramelle, hamburger) e 13 nella scuola. E poi non dite che non gli assomigliamo…




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