Festa della donna: tra notizie buone e notizie cattive

Cultura - Attualità



Sociologi, economisti, giornalisti, tuttologi. In molti hanno pronosticato l´anno Duemila come l´anno delle donne, l´anno della vera affermazione del sesso debole, che tanto debole non lo e´ piu´ da un pezzo, nella politica come nella cultura, nel mondo del business (soprattutto online) e in quello dello sport. Donna e´ bello, donna e´ forte, donna e´ intelligenza e creativita´. Ci sentiamo ripetere da anni questa cantilena. Ma nella realta´ e´ davvero cosi? E poi, piuttosto che la parita´ di diritti o doveri, non sarebbe meglio per le donne avere l´opportunita´ di esprimere senza discriminazioni la propria diversita´?

Oggi, 8 marzo, quando in tutto il mondo si festeggia la donna (e noi di Spaziodonna, consentitecelo, festeggiamo proprio oggi il nostro primo anno di vita, un anno di successi e soddisfazioni grazie soprattutto a tutte voi), siamo andate a cercare su riviste, giornali e sulla rete indicazioni che questo sara´ davvero il nostro anno. Abbiamo trovato una notizia buona ed una cattiva. Come regola impone, si comincia dalla buona.

Dall´impero americano arriva un´inchiesta davvero interessante, realizzata dall´economista Richard Freeman, secondo cui starebbe profondamente cambiando il rapporto uomo-donna (e di riflesso anche quello moglie-marito). Secondo le statistiche, nel 1998, il 30 per cento delle donne americane, una su tre, ha guadagnato piu´ del proprio marito, ribaltando i tradizionali ruoli di moglie-casa, marito-lavoro. Solo dieci anni fa la cifra non raggiungeva il 20 per cento, segno anche di un fenomeno in crescita e di una tendenza irreversibile verso l´incremento delle manager in gonnella. Cosa ancora piu´ positiva, sono le giovani ad emergere, soprattutto se alle spalle hanno buoni studi.

Dall´Italia invece arrivano ancora notizie di discriminazioni inaccettabili. L´ultima di una lunga lista e´ toccata a Elena Covi, 29enne bolzanina , con una laurea in legge (110 e lode) presa a Padova. Ad un concorso per uditore giudiziario a Elena, infatti, e´ stato preferito, a pari punteggio, un altro concorrente, maschio, perche´ aveva fatto il servizio militare. Cosi, dopo che il Csm ha dato ragione al ragazzo romano (che quindi ha preso il posto), Elena ha deciso di far valere i suoi diritti di fronte al Tar, sia perche´ con il passaggio alla leva esclusivamente volontaria dovrebbe di fatto diventare anacronistico che questo possa ancora garantire un punteggio maggiore ai concorsi pubblici, sia soprattutto perche´ quando e´ stato svolto l´esame, nel novembre del ´98, il servizio militare non era ancora stato allargato alle donne.

Questo e´ solo un esempio di quanto sia ancora difficile, nonostante le buone notizie che arrivano d´oltreoceano, il ruolo della donna, soprattutto nel mondo del lavoro. E non c´e´ festa che tenga. E voi, credete che la donna sia ancora discriminata rispetto ai maschi negli uffici? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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