Formazione: quando il manager recita a soggetto

Economia - Lavoro



Il direttore marketing è Otello, il responsabile delle risorse umane è il vendicativo Iago e l’addetta alle pubbliche relazioni la bella Desdemona. Vi sembra strano? Eppure qualcosa del genere sta avvenendo davvero. Si chiama “teatro d’azienda”, ed è l’ultima e più innovativa metodologia di formazione aziendale da poco sbarcata anche in Italia, che utilizza Shakespeare e Beckett per insegnare cos’è il lavoro di squadra. E pare che funzioni davvero, coinvolgendo manager e impiegati.

Tutto nasce in Canada, esattamente nel 1984 a Montreal, anno di fondazione del Théâtre à la carte (Tac), il primo esempio di applicazione dei metodi teatrali alla formazione aziendale. L’idea ha subito un grande successo, tanto che l’esperienza canadese si trasferisce in Europa, da Parigi a Bruxelles, Barcellona, Ginevra e Londra, dove viene ribattezzata “Businesstheatre”. Oggi le associazioni che si occupano di teatro d’azienda sono presenti in 11 città, con oltre 7 mila progetti di formazione “a catalogo” o su misura. Un successo che ha portato persino alla nascita del Grand Prix du Festival Internationnal du Théâtre d´entreprise (Fite), il festival del teatro d’impresa che si tiene ogni anno a Nantes, in Francia.



In Italia si comincia a parlare di Théâtre à la carte solo alla fine degli anni Novanta, ed oggi se ne occupa anche l’Osservatorio permanente sulla formazione manageriale della Sda Bocconi di Milano, che un mese fa ha organizzato, in collaborazione con l’Associazione italiana formatori (Aif), il primo seminario-spettacolo con un excursus ragionato delle metodologie e applicazioni formative del teatro d’azienda. A parteciparvi c’erano circa 300 tra manager e formatori, tanto che l’Aif sta pensando di replicare l’evento anche in altre città, mentre a novembre è in programma una tre giorni di approfondimenti sulla contaminazione tra spettacolo e management.

I filoni principali di questa metodologia sono due: con il teatro “à la carte” si mettono in scena dinamiche aziendali grazie all’aiuto di attori professionisti, con il teatro d’azienda manager e colletti bianchi rappresentano opere, magari scritte da loro stessi. “L’idea – spiega Emilio Rago, docente di Organizzazione aziendale della Sda e responsabile dell’Osservatorio, per il quale a settembre pubblicherà il primo studio italiano sull’argomento – è che ogni azienda abbia una storia da rappresentare, processi emotivi su cui lavorare in modo analogico. In scena si evocano esperienze personali: il formatore, poi, spiega quello che è stato rappresentato, rende conscio il vissuto”.


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