Gambe: cattiva circolazione

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Colpisce una persona su quattro, soprattutto d’inverno, ed è ormai considerata una malattia sociale. Parliamo delle patologie venose, un problema che colpisce più le donne (con un rapporto di circa 2 a 1 rispetto agli uomini) ed è il risultato, spesso, di una vita sedentaria con poco movimento. Ecco, allora, qualche consiglio, soprattutto a livello di prevenzione, per evitare l’insorgere di malattie venose.




Il passato i problemi di dilatamento delle vene alle gambe (varici) colpivano le donne sopra i 40 anni. Oggi, invece, l’età si è notevolmente abbassata ed i primi sintomi arrivano già tra i 15-20 anni. Tra le cause c’è senza dubbio una “predisposizione genetica” , come spiega Claudio Allegra, primario del Dipartimento di angiologia dell’ospedale S. Giovanni di Roma, “ma l’imputato numero uno è sicuramente lo stile di vita: la sedentarietà, il sovrappeso, i lunghi viaggi in auto e in aereo, dannosi per la circolazione, sia a causa dell’immobilità forzata, sia per la pressurizzazione”.




Anche il freddo eccessivo è nemico delle nostre gambe. Fabrice Boulay e la sua équipe del centro di epidemiologia dell´ospedale di Nizza, in Francia, hanno condotto una indagine sui pazienti ricoverati su tutto il territorio nazionale per embolia polmonare e trombosi alle vene profonde delle gambe (Dvt) nell´arco di quattro anni, pubblicata sulla prestigiosa rivista medica britannica Bmj. I casi di trombosi alle vene profonde - spiega Boulay - aumentano di circa il 18 per cento rispetto alla media in inverno, mentre diminuiscono della stessa quantità durante la stagione calda. Ma pure il troppo caldo, quando si abita in case riscaldate eccessivamente, non fa bene.



Gli esperti consigliano alcune misure preventive che andrebbero prese in considerazione, visti i risultati di questo studio, soprattutto d´inverno. Evitare la vicinanza con le fonti di calore (caloriferi, riscaldamento delle automobili) per lunghi periodi, così come anche i pediluvi e i bagni troppo caldi, indossare vestiti larghi e comodi (niente jeans attillati), non portare né i tacchi alti né scarpe strette e a punta e fare attenzione all´alimentazione, cioè evitare i cibi grassi preferendo frutta, verdura e pesce fresco. No anche a sigarette e caffè (mai più di due o tre al giorno) E´ opportuno che le persone a rischio di Dvt, conclude il ricercatore francese, vengano informate sulle variazioni stagionali dei rischi, in modo che prendano le dovute precauzioni.



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