Gay e lesbiche: l´europarlamento ha detto sì

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Gay e lesbiche di tutto il mondo unitevi. Il 2000 probabilmente rappresenterà l´anno della svolta per il mondo omosessuale. Lo scorso 16 marzo, intanto, il Parlamento europeo ha riconosciuto alcuni diritti anche alle coppie gay, che vanno dagli assegni familiari all´assistenza sanitaria, dai finanziamenti per la prima casa alla pensione. Ma il vero evento avverrà la prossima estate (dall´1 al 9 luglio), quando in una Roma in pieno Giubileo, si terrà il World Pride 2000, la più grande e ambiziosa manifestazione dedicata all´orgoglio gay mai tenuta in Italia. Ed il mondo cattolico è già in allarme per i centinaia di migliaia di pellegrini gay (sono già centomila le prenotazioni convenzionate negli alberghi) che invaderanno le capitale.

La strada, comunque, per il pieno riconoscimento delle coppie gay, è tracciata. Con una netta maggioranza (251 voti a favore, 169 contrari e 13 astensioni) gli europarlamentari hanno approvato l´articolo 54 della relazione sui diritti umani, nel quale viene chiesto ai governi dei quindici paesi membri di modificare la propria legislazione per riconoscere legalmente la convivenza fuori dal matrimonio indipendentemente dal sesso. In soldoni questo significa che anche le coppie dello stesso sesso possono godere degli identici diritti di quelle eterosessuali. Ma sarà proprio così?.

In paesi apertamente liberali come la Danimarca, il primo in cui i matrimoni tra omosessuali (non in Chiesa) sono stati resi legali già dal 1989, la Norvegia, la Svezia (dove addirittura sono consentite le nozze anche tra partner stranieri), l´Olanda, il fatto che una coppia gay o lesbica si sposi non fa più notizia. Anche Spagna, Francia, Regno Unito e Belgio si stanno avvicinando al pieno riconoscimento. Rimane solo l´Italia, dove l´atteggiamento censorio nei confronti di gay e lesbiche rimane ancora fortemente dipendente dalla morale cattolica.

Non deve sorprendere, quindi, il fatto che durante le votazioni a Strasburgo, i due terzi degli europarlamentari di casa nostra si siano defilati, evitando di dare il proprio voto. Nonostante questo, in Italia il Movimento Gay, che ha le sue basi di forza nell´Arcigay e nel Circolo romano Mario Mieli, organizzatrice del World Pride 2000, sta crescendo. Alcuni segnali incoraggianti arrivano anche da alcuni Comuni più attenti alla realtà omosessuale, come quello di Empoli, che dal ´93 ha istituito un registro (solo simbolico) anche per le coppie di fatto omosessuali, seguito da quelli di Pisa, Ferrara e Gallarate. Ma, dato, che la risoluzione dell´Europarlamento, non è vincolante, dovremo sicuramente attendere tempi lunghi perché anche in Italia venga attuata una legge per il riconoscimento di gay e lesbiche. E voi, che ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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