Genitori con la patente

Società - Famiglia



Che sia il mestiere più difficile del mondo è un luogo comune che però nasconde più di una verità. Ma guai a voi a far presente a una mamma o a un papà i loro errori nell´educazione dei figli. Li avrete subito contro. Da qualche anno però le cose stanno cambiando, e i genitori, forse consapevoli di vivere in una società sempre più complessa dove i loro piccoli sono bombardati da un´infinità di stimoli esterni, stanno cominciando a capire che qualche aiutino nell´educazione a volte serve davvero. Lo dimostra il successo dei molti corsi per genitori, aperti un po´ in tutta Italia.


 


Capofila di questa tendenza è il Movimento Bambino, fondato e diretto dalla psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi nel 1992, che ormai da molti anni organizza corsi per Genitori con la patente. Rivolti a genitori, insegnanti ma anche a tutti coloro che vogliono avvicinarsi con curiosità e competenza al mestiere del genitore, prevedono dieci incontri di sei ore ciascuno (il sabato e la domenica) a cadenza mensile, con tanto di consegna finale di una patente di genitore. L´ultimo, partito già lo scorso 25 marzo, si tiene tra Vittorio Veneto e Conegliano, in provincia di Treviso.


Quelli che vengono da noi - spiega la Parsi - non sono genitori in crisi, ma consapevoli delle difficoltà del proprio ruolo e soprattutto del fatto che non è vergognoso chiedere una mano a chi ha professionalità e competenza, visto che crescere dei figli è una grandissima responsabilità. Insomma, l´obiettivo è quello di proporre una nuova cultura dell´infanzia, creando nuovi genitori per i nuovi bambini. Ad oggi il Movimento Bambino ha all´attivo 108 corsi, una ventina l´anno, ma l´obiettivo futuro è quello di creare una vera e propria Università della Famiglia, che dovrebbe partire già dal prossimo gennaio a Cosenza.




Altra iniziativa simile è quella per genitori quasi perfetti proposta dal Cim di Perugia, avviata dal 1998 e diretta dalla psicologa Fausta Ciotti. Qui i corsi sono più brevi, sei incontri serali di tre ore nell´arco di un paio di mesi, e si tengono proprio in una classe, con tanto di banchi e cattedre, la maestra, il bidello e naturalmente i compiti per casa. Si tratta di una metodologia giocosa e un po´ ironica - racconta la Ciotti - un modo per arrivare prima che i disagi si creino e si strutturino in quadri psicologici. perché oggi è più difficile essere adulti, adulti capaci di accompagnare la crescita dei figli; la famiglia è più isolata, ripiegata su se stessa, non esistono modelli condivisi e c´è grande disorientamento di idee, di valori, di stili educativi.




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