Giovani: ecco le

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Uno su tre usa droghe almeno tre volte la settimana, spesso a scuola (lo fa il 34 per cento). Il 5 per cento ammette di bere sino ad ubriacarsi ogni week-end. E’ il lato oscuro degli adolescenti italiani mostrato dalle statistiche, un segnale del forte disagio di una generazione troppo spesso abbandonata a se stessa, senza ideali e senza riferimenti. Quelli che saranno gli adulti di domani vivono, insomma, con grande disagio il passaggio all’età adulta. Un disagio che può trasparire da segnali e comportamenti che i genitori dovrebbero cogliere. Ma come interpretarli?



A dare alcuni consigli ci ha provato l’Ame, l’Associazione dei medici endocrinologi, che ha lanciato l’allarme in occasione dell’ultimo convengo annuale tenuto a Palermo. Un ingrassamento o un dimagrimento troppo rapido, irregolarità nel ciclo mestruale delle ragazze sono segnali che spesso nascondono un malessere fisico e psicologico. Sono difficili da interpretare, anche perché non si concretizzano in una vera e propria patologia, per cui spesso possono sfuggire anche al genitore più attento.



Ecco perché l’attenzione deve essere massima, senza sfociare però nell’indiscrezione, anche verso variazioni d’umore e momentanee depressioni, comportamenti ansiosi e maniacali (nel vestirsi e nella cura del proprio copro), che possono segnalare abusi di alcol e droghe. “Spie” fisiche possono essere anche la comparsa di piccoli noduli o ingrossamenti sul collo, che possono segnalare patologie tiroidee, così come innocui eczemi o i più gravi lupus (sensibilità della pelle al sole) o psoriasi (eczema squamoso che risente di stress emotivi), segni di patologie autoimmunitarie che nei giovani sono in aumento.



Così come in aumento, specie nei ragazzi, sono anche i disturbi di potenza sessuale, spesso di origine psicologica. Sotto accusa, in questo caso, sono anche alcuni farmaci prescritti erroneamente, come il ciproterone acetato, la flutamide e la finasteride, contro acne, alopecia e irsutismo. Usati per la cura del tumore alla prostata, possono causare impotenza. Altro caso riguarda la metaformina, farmaco per la cura del diabete non insulinodipendente che viene usato, senza sperimentazione adeguata, contro la sindrome dell’ovaio policistico: agisce abbassando la glicemia nel sangue e una donna che non soffre di diabete rischia anche il coma ipoglicemico.




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