Gli italiani e la bilancia

Cultura - Attualità



Gli italiani rischiano di diventare i più grassi d’Europa. Sono quattro milioni gli obesi, sedici milioni in sovrappeso: quasi uno su tre, in pratica, supera il peso forma. E i troppi chili in più fanno spendere al nostro Paese 22,8 miliardi di euro l’anno, il 64 per cento per i ricoveri in ospedale a causa delle patologie legate all’obesità. Gli “oversize” si concentrano al Sud, fra gli uomini dai 55 ai 64 anni d’età e fra le donne dai 65 ai 74 anni. Ma obeso risulta anche il 20 per cento dei ragazzi sotto i 18 anni e il 13,6 dei bambini.


Nei paesi industrializzati il tasso di obesità aumenta del 25 per cento ogni cinque anni: di questo passo, fra due secoli tutto l’Occidente sarà sovrappeso. Un dato allarmante, questo, che ha convinto la Fao e l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) a definire l’obesità un’epidemia mondiale e a riconoscerla come uno dei primi dieci problemi di salute globale. Ma tale disturbo è anche, dopo il fumo, la seconda causa di morte prevedibile, essendo la principale causa delle malattie cardiovascolari e uno dei responsabili di diabete e cancro: il 40 per cento dei tumori maschili e il 60 per cento di quelli femminili sono imputabili infatti ad una cattiva alimentazione.


Meno zucchero, sale e grassi saturi a tavola, più frutta e verdura e un moderato esercizio fisico sono le regole fondamentali per mantenersi in salute e tenere lontane le malattie. Per combattere l’obesità e le malattie croniche, quindi, l’Oms ha messo a punto le linee guida della “buona tavola”: i carboidrati devono costituire il 55-75 per cento della nostra dieta; gli zuccheri devono rimanere al di sotto del 10 per cento; le proteine tra il 10 e 15 per cento. I grassi, invece, dovrebbero essere ridotti tra il 15 e il 30 per cento e quelli saturi al di sotto del 10 per cento del totale; il sale dovrebbe essere assunto in quantità di 5 grammi al giorno, mentre di frutta e verdura vanno consumati almeno 400 grammi.


Gli esperti concordano nel sostenere la necessità di un intervento tempestivo per modificare le cattive abitudini alimentari fin da bambini. Il gran vantaggio della dieta mediterranea che una volta l’Italia aveva rispetto a Paesi come Germania e Stati Uniti, sta scomparendo a causa di comportamenti scorretti, tipici soprattutto dei più giovani, che tendono a sotituire seguita più dai giovani che assumono troppi grassi ed hanno decisamente ridotto l’attività fisica, sostegno indispensabile per manere la forma.


Ma occorre ricordare che il sovrappeso non dipende solo dalle cattive abitudini. Il problema di molti giovani o adulti è quello di non avvertire più la sazietà e quindi di non riuscire e a controllare l’assunzione di cibo. Ciò accade quando si spezza l’equilibrio fra cibo consumato ed energia spesa. All’ipotalamo arrivano segnali che informano sullo stato delle riserve energetiche nel corpo. Grandi quantità di leptina (proteina con funzioni ormonali rpodotta da cellule grasse) in circolazione, avvisano che le riserve sono buone. La serotonina, poi, dà un effetto di sazietà, mentre l’insulina e il neuropeptide Y stimolano l’appetito. Se circola nel sangue un eccesso di leptina per un periodo troppo lungo, il sistema di ricezione del segnale di sazietà viene alterato e l’ipotalamo perde sensibilità alla ricezione della leptina.


Le diete, quindi, molto spesso non sono la soluzione al problema dei chili di troppo. Occorre innanzitutto imparare a conoscere e ad ascoltare il prorpio corpo: mangiando, ad esempio, tranquillamente, per favorire la produzione di serotonina ed endorfine, per gustare il cibo ed avvertire così il senso di sazietà.


Recentemente alcuni studi pubblicati sulla rivista New Scientist hanno scoperto che una dieta basata su cibi ricchi di grassi e calorie potrebbe non solo causare un aumento di peso ma addirittura provocare dipendenza. I pasti ipercalorici provocherebbero infatti dei cambiamenti ormonali che rendono difficile il controllo dell’appetito. Le persone abituate a mangiare in questo modo non solo ingrassano, ma diventerebbero anche più resistenti alla leptina e alla galanina che stimola il desiderio di mangiare.


Tag:


Presente in:

Cultura - Attualità

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)