Gli italiani non vogliono invecchiare…e corrono ai ripari.

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Sempre più preoccupati di invecchiare, ma anche consapevoli dei rimedi che la medicina mette a disposizione per vivere più serenamente l´età avanzata. Contrari a interventi radicali come quelli di chirurgia estetica, ma favorevoli ad aiuti farmacologici mirati per contrastare i disturbi della terza e quarta età. Comunque in preda all´ansia di non essere più autonomi e di non avere più relazioni soddisfacenti. E´ il ritratto degli italiani che emerge da un´indagine demoscopica su invecchiamento, sessualità e farmaci realizzata per conto di Bayer da Astra Ricerche su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 79 anni.


La maggioranza degli italiani concorda sul desiderio di vivere sino a tarda età, in modo felice e attivo, e invecchiare bene continuando a godersi i piaceri della vita (81 per cento). Il 79 per cento vuole proseguire in vecchiaia un ottimo rapporto di coppia; il 67 per cento vuole prevenire o ritardare gli effetti dell´invecchiamento sulle proprie capacità fisiche e psichiche; il 61 per cento vorrebbe essere considerato vecchio il più tardi possibile; il 60 per cento si trova d´accordo sull´aspirazione a vivere dopo i 65 anni meglio di quanto abbia fatto nell´età adulta.


Ma questo approccio positivo riguarda solo un quarto della popolazione: per la maggioranza, il futuro resta fonte di grande preoccupazione ed ansia. I timori maggiori legati alla terza età sono la perdita di autonomia, l´essere a carico di altri, la paura di ammalarsi, la solitudine. In generale il 30 per cento degli italiani si dice del tutto incapace d´accettare il naturale invecchiamento.


Il quadro che emerge dalla ricerca”, afferma Enrico Finzi, “è quello di una Italia che cerca di avere un atteggiamento positivo rispetto al futuro, ma al tempo stesso teme gli effetti dell´invecchiamento, soprattutto le conseguenze sulla vita di relazione, e vive con grande ansia i disturbi legati all´età. I più preoccupati in tal senso sono i 35-44enni, pensionati, casalinghe, impiegati, residenti al centro-sud e in Triveneto.


Ma quali sono le soluzioni mediche e farmacologiche che possono permetterci d´invecchiare meglio, senza troppi disturbi e più tardi? Le più conosciute dagli italiani sono i farmaci anti-infiammatori a partire dall´Aspirina, gli interventi di chirurgia plastica, gli antidepressivi, il laser per le malattie agli occhi, le terapie ormonali per le donne in menopausa, i farmaci per la disfunzione erettile maschile.


Tali soluzioni sono ben accette alla maggioranza del campione, con l´eccezione della chirurgia plastica, che è oggetto d´una severa critica sociale. Cadono invece altri tabù, come quelli sui farmaci anti-depressivi e sui farmaci per la disfunzione erettile.


Numerosi sono i benefici attribuiti ai farmaci per chi ha problemi di erezione: aiutano a mantenere la fiducia in se stessi, rendono più sereno l´invecchiamento di lui e di lei, mantengono psicologicamente giovani, incidono positivamente sulla qualità della vita ad ogni età, anche quando non si assumono, perché è bello sapere che ci sono.


Nella società di oggi, caratterizzata dalla fretta e dallo stress, gli italiani mostrano di volere rapporti di coppia improntati alla serenità e alla spontaneità”, dice Finzi, “ed è per questo che in caso di problemi a letto chiedono soluzioni farmacologiche che preservino la naturalezza del desiderio.


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