Gossip: la chiacchiera in rete

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Quando Sonia Raule, bella compagna gambalunga dell´amministratore delegato dell´Enel, Franco Tatò, è stata chiamata a dirigere Telemontecarlo (con corollario di polemiche per la sua pochissima esperienza nel settore), il primo a dare notizia è stato lui. E l´ha fatto sul web. Lo scoop è stato il primo vero passo verso l´e-gossip, il pettegolezzo che viaggia in rete, e non poteva che avere per padre putativo Roberto D´Agostino, per molti il re del trash, anche se lui continua a definirsi un cacciatore di notizia.

Sbarca così in anche in Italia una nuova professione, che in America aveva già fatto furori, quella dei cyber-pettegoli. Del resto Internet, dove la comunicazione in tempo reale è più che una realtà (i quotidiani, già scavalcati dalle televisioni in fatto di scoop, non fanno altro che ampliare e amplificare quello che già tutti orami sanno) si presta più di ogni altro media a rilanciare in modo altamente efficace i gossip, da god-sib, ovvero cose da madrine, da comari.

Così il nuovo sito di D´Agostino, www.dagospia.com, è salito subito alla ribalta delle cronache, sul modello di siti come quello di Matt Drudge (www.drudgereport.com), il giornalista americano che ha fatto scoppiare lo scandalo della relazione tra la stagista Monica Lewinsky e il presidente Clinton. O quelli di Courtney J. Pulitzer, discendente del magnate della stampa Jospeh Pulitzer, padre dell´omonimo premio letterario, organizzatrice di festa per la e-society americana e autrice di un sito di pettegolezzi sui suoi protagonisti (www.thecyberscene.com).

Del resto, che il gossip sia stato sdoganato da tempo da semplice chiacchiera da bar a strumento di potere, è dimostrato anche dal grande spazio che i giornali ormai danno alle notizie di corridoio, ai sussurri e ai mormorii nei posti che contano, agli hush-hush, come gli chiamo gli americani. Basti pensare che, secondo una recente ricerca sociologica, un quotidiano popular come il Sun dedica esattamente lo stesso spazio ,al pettegolezzo del più sobrio e aristocratico Times.

E voi, credete che oggi il pettegolezzo sia un importante arma di potere? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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