Grafologia: i segni della personalità

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Novantacinque segni grafici per interpretare il nostro carattere. Tanti sono quelli utilizzati dalla grafologia, che si conferma sempre più come una vera e propria scienza, anzi una neuroscienza, come racconta nel suo ultimo libro Sergio Deragna, uno dei massimi esperti italiani in questo campo. Che per la prima volta dimostra, su basi scientifiche, la stretta connessione tra l’espressione grafica e la neurobiologia emozionale, ovvero i meccanismi emozionali attraverso i quali l’individuo manifesta il suo stato emotivo.



Nonostante oggi per scrivere si utilizzi di più la tastiera del computer che carta e penna, l’interpretazione della scrittura resta uno dei mezzi fondamentali per capire chi siamo. La si usa regolarmente in campo psichiatrico ma anche in ambito forense per perizie in tribunale, in pediatria ed è anche molto usata come metodo di selezione del personale, come test per comprendere la personalità di un impiegato o un manager prima di assumerlo.



Fondatore della grafologia italiana è stato lo studioso anconetano Girolamo Moretti, scomparso nel 1963. A lui si devono i più importanti trattati su questa disciplina. E ai suoi studi si rifà anche Deragna, che ha individuato e catalogato i 95 segni grafici principali che contraddistinguono il nostro modo di essere. Questi si stabilizzano solitamente intorno ai 13 anni, l’età della adolescenza, quando anche il nostro carattere assume una forma precisa. Ma col tempo può comunque cambiare, modificarsi, così come può cambiare la nostra personalità.



L’analisi della scrittura viene svolta a più livelli. Si parte dalla sua forma generale, se è una scrittura tonda e curva nasconde un individuo disponibile, che non ama confrontarsi, predisposto all’inerzia. Al contrario una grafia spigolosa è indice di agonismo, competizione, grinta, voglia di confronto e di sfide. Importante è anche il modo di distribuire sul foglio di carta le parole e le dimensioni dei margini, quello di sinistra rappresenta il rapporto col passato, quello di destra col futuro, più distanti ci si tiene da questi margini più ci si sente lontani, ad esempio rifiutando il nostro passato o prendendo distanza dal futuro.



Segue poi l’interpretazione delle lettere, come la “t” e la “p”: se gli assi sono inclinati esprimono capacità di capire lo stato d’animo altrui, se paralleli, insensibilità. La “g” invece è la lettera che dà le maggiori indicazioni sul tipo di sessualità: se è panciuta indica fantasia nell’atto sessuale, se invece il gambo è molto lungo e premuto, significa che lo scrivente mette in atto spesso e con ardore la pratica del sesso, se invece la pancia è inesistente (la g assomiglia ad una q) siamo di fronte ad un rifiuto della sessualità, che viene vissuta senza serenità e armonia. Anche le dimensioni delle vocali sono indicative del nostro stato d’animo: se le dimensioni sono notevoli, si ha a che fare con un soggetto presuntuoso, con alta percezione di se stesso, se sono piccole indicano timidezza, riservatezza e desiderio di non mettersi in mostra.



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