Grande fedeltà ai farmaci da banco per i disturbi più comuni.

Medicina - Attualità



Da un´indagine globale condotta da The Nielsen Company risulta che mal di testa, raffreddore, disturbi del sonno e mal di schiena sono le indisposizioni più comuni che affliggono i consumatori di tutto il mondo. Nel curare questi disturbi, in un settore il cui valore stimato supera i 70 miliardi di dollari, i consumatori si rivelano acquirenti fedeli ed abituali di farmaci da banco per automedicazione (OTC).


Secondo Nielsen, le cefalee sono il disturbo più comune e ciò potrebbe spiegare perché gli analgesici sono la categoria più rappresentata nel mercato dei prodotti da banco. Quasi la metà degli intervistati nel sondaggio online (42 per cento) ha dichiarato di aver sofferto di mal di testa nelle ultime quattro settimane, mentre un intervistato su tre ha sofferto di raffreddore, problemi alla schiena o disturbi del sonno. Uno su cinque ha lamentato tosse, mal di gola, disturbi allo stomaco o altri dolori.


Ma come si comportiamo quando ci ammaliamo? L’indagine Nielsen ha evidenziato tre fattori che influenzano il nostro comportamento: notevole fedeltà alla marca nei confronti di farmaci “provati e testati” utilizzati da sempre; fiducia nelle raccomandazioni degli operatori sanitari e “rimedi casalinghi” profondamente radicati nella tradizione culturale (soprattutto nei Paesi dell’Europa Centro Orientale e in tutta l´Asia).


Per questa ricerca, Nielsen ha intervistato oltre 26.000 utenti internet di 47 mercati europei, dell’area Asia e Pacifico, delle Americhe e del Medio Oriente. Quasi la metà ha dichiarato di ricorrere ai medicinali provati e testati solitamente disponibili in casa per curare eventuali indisposizioni (in Italia il 41 per cento), mentre uno su tre ha dichiarato di andare dal medico o di recarsi presso una farmacia per acquistare un farmaco da banco.


Questi dati sono fortemente indicativi delle differenze con cui i consumatori del Nord America e dei paesi europei accedono al mercato OTC. In Nord America sempre più consumatori hanno dichiarato che, quando soffrono di disturbi lievi, si recano prima di tutto in farmacia (35 per cento), mentre la percentuale dei consumatori che si recano dal medico si attesta al 25 per cento. In Europa, il numero di consumatori che hanno dichiarato di andare dal medico (29 per cento) supera la percentuale di coloro che si recano direttamente in farmacia per l’acquisto di un farmaco per automedicazione (27 cento).


Dall´indagine Nielsen emerge inoltre che, quando il consumatore desidera acquistare un farmaco per automedicazione, i farmacisti rivestono ancora un ruolo determinante nella maggior parte dei Paesi europei. La metà degli intervistati ha infatti affermato di fare affidamento sulle raccomandazioni del farmacista. In Italia questa percentuale raggiunge addirittura il 61 per cento. Negli Stati Uniti invece, dove i consumatori tendono a scegliere autonomamente i prodotti nei punti vendita al dettaglio, solo il 25 per cento degli intervistati ha dato questa risposta.


In diversi Paesi europei e asiatici, i consumatori preferiscono i rimedi casalinghi tradizionali. In Polonia, Lettonia, Russia, Germania e Svizzera, i consumatori hanno indicato di preferire i vecchi rimedi piuttosto che una visita presso il medico o il farmacista. Dal canto loro, gli scandinavi sono più inclini a ”fare buon viso a cattiva sorte”; un terzo dei danesi e dei norvegesi ha dichiarato di non “assumere nulla” per curare i problemi di salute, posizionandosi in testa alla classifica globale.


Mentre soltanto un consumatore globale su cinque ha dichiarato di essere influenzato dalla pubblicità o dal passaparola nel provare nuovi farmaci da banco (in Italia il 16 per cento), in Cina l’influenza della pubblicità sulle decisioni d’acquisto di farmaci da banco è la più alta al mondo. Il 39 per cento dei consumatori cinesi ha dichiarato che le proprie decisioni d’acquisto di farmaci per automedicazione sono influenzate dalle pubblicità. Secondo Nielsen Media Research, i prodotti farmaceutici risultano la categoria più reclamizzata in Cina nel 2006, con una sbalorditiva spesa di 9 miliardi di dollari, pari a circa sette dollari per ogni cittadino cinese.


La ricerca Nielsen condotta in 47 Paesi ha rivelato inoltre differenze regionali fra le popolazioni e i relativi problemi di salute. Per quanto riguarda l’Italia, sembra che gli abitanti del Belpaese siano afflitti più delle altre popolazioni europee da influenza, raffreddore, mal di gola. Sono infatti al vertice della classifica tra gli europei che hanno sofferto di più di mal di gola nel mese di aprile (32 per cento), seguiti da UK (30 per cento) e Irlanda e Polonia (28 per cento). L’Italia rimane insieme alla Russia ai vertici anche quando si tratta di raffreddore con il 39 per cento. Nel caso di influenza, invece, con il 24 per cento seguiamo la Finlandia.


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