Gravidanza: anemia sotto controllo.

Medicina - Sessualità



L’istinto materno? Dipende dalla quantità di ferro delle neomamme. Lo stretto legame tra la presenza di questa sostanza e la relazione madre-figlio è stato stabilito da una complessa ricerca realizzata dal National Institute of Mental Health e presentata nei giorni scorsi all’Experimental Biology Conference di San Diego. Ricerca che conferma, una volta di più, l’importanza di assumere ferro durante la gravidanza e l’insorgenza, in mancanza di questo, della cosiddetta depressione post-partum.



Lo studio, diretto dalla psicologa Laura Murrat-Kolb della università di Pennsylvania, è stato svolto in Sudafrica ed ha visto coinvolte 64 donne con una leggera anemia, ovvero con valori di ferro lievemente al di sotto ai valori di soglia, confrontate con 31 donne con livelli normali. Due mesi dopo la nascita, metà delle mamme con carenza di ferro è stata trattata con integratori e seguita, via videocamere, per altri due mesi. Ebbene, l’analisi dei comportamenti ha mostrato l’esistenza di una relazione tra la carenza di ferro e la capacità emozionale delle madri di interagire con i figli.



In pratica, le madri che durante la gravidanza e per i primi mesi della maternità non avevano i parametri corretti di ferro, manifestavano una serie di piccoli problemi nell’interazione con i figli. Ad esempio erano meno in grado di comprendere la variazione dell’umore dei loro bambini; avevano cioè il famoso sesto senso materno meno efficiente rispetto alle altre madri. Questa carenza alimentare, molto comune dopo il parto, sarebbe quindi responsabile del distacco emotivo della madre nei confronti del neonato e, viceversa, del neonato per la madre che crescerebbe affettivamente più autonomo ed immune dal trauma da distacco dalla madre.



L’interesse verso questo studio, in realtà, non ha niente a che vedere con la perdita di un supposto istinto materno. O meglio, questo comportamento anomalo ha una spiegazione plausibile: la carenza di ferro è uno dei tanti fattori che concorrono a creare il quadro clinico tipico della depressione post-partum, la cui insorgenza non è stata mai del tutto chiarita. Una donna affetta da questo disturbo non è in grado di accudire al meglio il bambino ed ha bisogno di cure. Il problema rivelato da questo studio, dunque, va ben oltre la mancanza di un minerale ma può aiutare la comprensione di questo disturbo e mette in allerta i medici su un parametro, il ferro, che se alterato può concorrere a peggiorare la depressione.




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