Gravidanza: i benefici dell’acido folico

Medicina - Sessualità



Acido folicosì o no? La vitamina, salita alla ribalta una ventina d’anni fa come integratore dell’alimentazione delle mamme in attesa, continua ad essere consigliata da nutrizionisti e medici soprattutto per le sua qualità preventive delle malformazioni fetali. Anche se i meccanismi del suo funzionamento non sono del tutto chiari. E la conferma è arrivata da una ricerca svedese, secondo la quale l’assunzione dell’acido folico aumenterebbe le possibilità di parti gemellari.



A fronte di questa notizia, vanno ricordati però anche gli ottimi risultati di uno studio di ricerca cinese condotta dall’Università di Pechino su 130 mila coppie. Grazie all´utilizzo di 400 microgrammi al giorno di acido folico, a partire dalla visita medica prematrimoniale (che in Cina è obbligatoria) per poi proseguire fino alla conclusione del primo trimestre di gravidanza, è stato verificato come l´incidenza di difetti del tubo sia stata dimezzata rispetto ad un gruppo che non aveva attuato alcuna prevenzione (173 casi contro 103).



E’ fuor di dubbio, quindi, che l’assunzione precauzionale di acido folico a partire dal periodo preconcezionale e sino al primo trimestre di gravidanza, sia utilissimo per evitare gravi malformazioni come la spina bifida e l’anencefalia (difetti di chiusura della colonna vertebrale e del cranio). “Sappiamo quanto sia importante la prevenzione con l´acido folico senza comprendere le vere ragioni - ha scritto sul New England Journal of Medicine Lorenzo Botto, ricercatore italiano presso il Centro per la prevenzione delle malattie genetiche di Atlanta -. La chiusura del tubo neurale dovrebbe infatti completarsi entro il ventottesimo giorno dal concepimento, periodo in cui spesso la donna non sa neppure di essere incinta”. Eppure l´acido folico funziona anche se preso con la consapevolezza di una gravidanza.



Esistono alimenti, come gli asparagi, i carciofi, i broccoletti, gli spinaci, i legumi secchi, indivia, scarola, kiwi e arance, insieme alla soia e al germe di grano, che contengono acido folico sotto forma di “folati”. Ma non basta. “Per assicurare alle future mamme l’apporto di 400 microgrammi al giorno - spiega la nutrizionista Carla Favaro - l’alimentazione abituale non è sempre sufficiente”. Può quindi essere necessaria un’integrazione vitaminica su indicazione del medico sin dai primi giorni del concepimento.



“Allo stato attuale della conoscenza - conclude Lorenzo Botto - si può dire che l´utilizzo di acido folico a dosi piene, attuato dal periodo preconcezionale, riduce l´incidenza dei difetti di chiusura del tubo neurale del 70 per cento. E che è efficace anche all´inizio di una gravidanza. Non ci è ancora possibile spiegare perché, ma ci stiamo muovendo nella direzione giusta”.




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