Gravidanza: il travaglio? lo decido io

Medicina - Mamme



Niente parti di domenica. Cambiano i tempi e con essi anche il modo di venire al mondo. Oggi alle attese snervanti del momento più bello, che spesso capitava in piena notte, quando le doglie colpivano la neo-mamma, si preferisce calcolare con precisione la venuta al mondo del pargolo. Concentrandola di preferenza al mattino e nei giorni feriali; Grazie all’aiuto del taglio cesareo o di farmaci che stimolano l’avvio del travaglio.



E’ il fenomeno della “nascite programmate” che sta cambiando la medicalizzazione dei parti. Una recente indagine riportata dal settimanale francese Exprèss ha evidenziato come durante i week-end le nascite sono diminuite del 30 per cento rispetto agli anni Cinquanta. Nel 9 per cento dei casi si tratta di pure ragioni mediche , ma nel 20 per cento entrano in gioco ragioni personali . Numeri validi anche per il panorama italiano. “Il dato francese del 30 per cento in meno durante il week-end – spiega Carlo Flamigni, ginecologo dell’università di Bologna – calza perfettamente con la realtà italiana ”.



Inoltre, si preferisce sempre più spesso partorire di mattina che di sera. All’orario del parto ha dedicato la sua tesi di laurea Valeria Fano, dottoressa in statistica. Dimostrando come la maggior parte dei neonati vedono la luce nelle prime ore della giornata, a differenza di quanto capitava negli anni ’30 e sino ai ’60 , quando le nascite si concentravano durante la notte, rispettando i ritmi biologici.



I motivi che stanno alla base di questa tendenza sono, quindi, essenzialmente pratici . Di domenica e di notte i centri di maternità possono avere maggiori problemi nel gestire il parto . E le mamme preferiscono avere tutta la massima attenzione, soprattutto in caso di complicazioni. Risponde anche a questa esigenza la necessità di ricorrere sempre più spesso al taglio cesareo . In Italia una nascita su tre (33 per cento) avviene così, ed è la più alta percentuale tra i paesi europei (la media in Europa è del 18 per cento).



Anche se l’intervento chirurgico, preferito dai medici sia per ragioni di sicurezza che per motivi legali (in caso di incidenti vengono condannati i medici che non hanno fatto il cesareo), spesso si rivela piuttosto spiacevole . Secondo un’indagine dell’Istituto superiore della sanità, il 70-80 per cento delle mamme che hanno partorito “artificialmente” dichiarano che avrebbero preferito le vie naturali .




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